Recensione shadow of Mordor: il gioco targato Signore degli Anelli

ENNA ore 08:01:00 del 04/03/2015 - Tipologia: Videogames

Recensione shadow of Mordor: il gioco targato Signore degli Anelli

Recensione shadow of Mordor: il gioco targato Signore degli Anelli davvero molto carino. L’Ombra di Mordor ci ha dimostrato che merita davvero tanto ed è uno dei più bei giochi usciti nel 2014.

Il videogioco è un media d'intrattenimento unico nel suo genere, sottoposto a forme di giudizio altrettanto esclusive. Tra queste si annida una delle più grandi diatribe che da sempre fa discutere critica e pubblico, ossia quella relativa all'innovazione, vista dai più come una sorta di necessità per ogni nuova saga nascente. Se c'è una cosa che La Terra di Mezzo: L'Ombra di Mordor ci ha dimostrato durante le nostre prove, è che questo concetto a volte può tranquillamente passare in secondo piano, e che un prodotto realizzato con cura, ricco di contenuti e soprattutto credibile, può essere in grado di intrattenere moltissimo seppure prendendo palesemente diverse meccaniche in prestito a brand di grande fama internazionale. Annunciato piuttosto in sordina, il gioco firmato dai ragazzi di Monolith Productions si era già guadagnato le nostre attenzioni durante le fiere estive, e la prova finale ci ha davvero convinto.

Proponendo un immaginario tolkeniano che deve quasi tutto alla trasposizione cinematografica di Peter Jackson, L'Ombra di Mordor ambienta la sua storia a cavallo tra Lo Hobbit e Il Signore degli Anelli. Il protagonista Talion è uno dei Raminghi posti a guardia del Nero Cancello, proprio nel periodo in cui l'Oscuro Signore, tutt'altro che sconfitto, riarma in segreto gli eserciti degli Orchi per marciare sulla Terra di Mezzo. Le prime avvisaglie del lungo conflitto che seguirà ricadono proprio su Talion e la sua famiglia, massacrati da uno dei luogotenenti di Sauron durante un'incursione. Il nostro, tuttavia, sorgerà a nuova vita grazie all'intervento di un Wraith, ossia uno degli spiriti dell'universo tolkeniano, la cui identità rimarrà segreta fino circa a metà della storia. Inspiegabilmente, gli sviluppatori hanno svelato questo importante dettaglio durante la fase promozionale del gioco, ma, se non doveste aver seguito le loro dichiarazioni, vi lasceremo il piacere di scoprirlo strada facendo.+

La trama fa nel complesso un buon lavoro, ben dosata grazie a sequenze filmate che introducono e chiudono le missioni principali. Talion, nonostante la parlantina limitata, è un personaggio piuttosto credibile e ben inserito nel contesto, reso interessante dal particolare rapporto che lo lega al Wraith. Non sempre, infatti, il ramingo sarà incline a seguire i consigli dello spirito che abita il suo corpo, e, nonostante questo aspetto non venga mai esplorato fino in fondo, conduce a momenti che meritano di essere seguiti. Per tanta cura spesa nel duo di protagonisti, lo stesso non si può dire purtroppo dei compagni di viaggio di Talion, che lungo la campagna principale occasionalmente si troveranno ad incrociare il suo cammino. Del potenziale ci sarebbe, ma a mancare sono il tempo e l'intenzione di approfondirne le personalità, con il risultato di lasciarli mediamente in secondo piano. In Maniera antitetica rispetto al gameplay, che nella seconda metà dello svolgimento svela alcune delle sue migliori carte, la trama tende ad affrettarsi verso il finale, conducendo a una chiosa non del tutto soddisfacente. Nel complesso quindi, ad un lavoro di contestualizzazione davvero ottimo, in grado tra l'altro di inserirsi con grazia nell'immaginario tolkeniano originato dall'opera di Peter Jackson, si accompagna uno svolgimento imperfetto, non sempre in grado di mantenere alto l'interesse del giocatore. Più riuscito invece l'intervento di alcune figure chiave della saga: evitando il puro fan service, gli sceneggiatori sono riusciti nell'intento di dosare bene le comparsate, dando loro una ragion d'essere più che accettabile.

A ridosso del prologo, in grado di introdurre efficacemente la storia e le meccaniche di base, la componente free roaming che caratterizza L'Ombra di Mordor si apre istantaneamente al giocatore, esplicitando da subito una netta divisione dei contenuti. Da una parte, c'è la progressione legata alla trama, fatta di missioni principali introdotte da sequenze filmate, dall'altra i contenuti secondari, sotto forma di quest volte a potenziare le tre armi principali del protagonista e all'approfondimento di alcuni retroscena della vicenda. Questa divisione dei contenuti risulta da subito molto chiara, e risolve con agilità uno dei principali dilemmi dei giochi a libera esplorazione, ossia la necessità di narrare una storia coesa lasciando al tempo stesso la massima libertà al giocatore.

Peraltro, non bisogna pensare alla libera esplorazione proposta da L'Ombra di Mordor come a quella offerta solitamente dai giochi di stampo free roaming, con l'eccezione rappresentata dai vari capitoli della saga di Batman firmata Rocksteady. L'intenzione, qui, non è quella di portare sugli schermi un mondo vivo e popolato, bensì una terra soggiogata e invasa, dove anche un semplice trasferimento da un punto all'altro può comportare Incontri molto sgradevoli. Questo non significa, tuttavia, che il gioco non offra un gran numero di attività secondarie che giustifichino il perigrinare del Ramingo. Alla base c'è comunque un percorso di vendetta, con lo scopo ultimo del protagonista che diventa rintracciare i mandanti del massacro della propria famiglia e ripagarli con la stessa moneta. Dall'altra parte, naturalmente, c'è anche la vicenda del Wraith, intenzionato a sfruttare il legame con Talion per il bene della Terra di Mezzo, nel tentativo di arrestare l'irrefrenabile avanzata degli Orchi. Questo background sorregge adeguatamente un gameplay molto dinamico, che alterna una minoranza di missioni più guidate ad altre dove i modi per arrivare gli scopi, ossia l'eliminazione dei Capitani degli orchi, saranno sempre molteplici.

Scritto da Gerardo

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