Recensione anteprima The Inpatient

(Catanzaro)ore 16:37:00 del 08/11/2017 - Tipologia: , Videogames

Recensione anteprima The Inpatient

Durante la Paris Games Week abbiamo potuto provare una nuova demo, ormai in versione quasi definitiva, di quest'esperienza immersiva ed angosciante..

Until Dawn, a modo suo, sapeva far paura: per le atmosfere lugubri ed ansiogene, per quel piglio da horror psicologico in grado di giocare con le suggestioni dell'utente, per il suo sorprendente comparto visivo. L'opera di Supermassive Games era un titolo capace di elaborare in sé diversi generi, dallo splatter al teen movie, passando per le influenze orrorifiche più ricercate e raffinate. Nelle sequenze ambientate tra le fatiscenti mura del sanatorio di Blackwood, ad esempio, Until Dawn era riuscito ad costruire, tremolio dopo tremolio, una tensione crescente e collosa. È all'interno di quel manicomio abbandonato, sede anni addietro di chissà quali esperimenti al limite dell'umana comprensione, che l'avventura ha conosciuto un punto di svolta, cambiando radicalmente le carte in tavola ed il piglio della narrazione. Si potrebbe dire, in sostanza, che Blackwood sia il simbolo delle due anime di Until Dawn: quella più gore, incarnata Rush of Blood (on rail shooter in esclusiva per PlayStation VR e di recente inserito nella Instant Game Collection di novembre), e quella più onirica, subdola e inquietante, rappresentata invece da The Inpatient nuova esperienza in realtà virtuale del team di Guildford.

Durante la Paris Games Week abbiamo potuto provare una nuova demo, ormai in versione quasi definitiva, di quest'esperienza immersiva ed angosciante. Ci siamo approcciati al gioco con un po' di timore, a dire il vero: prima che giungesse il nostro turno di indossare il visore, infatti, nella piccola saletta qualche giocatore poco morigerato aveva iniziato ad urlare dallo spavento. Un ottimo biglietto da visita, senza dubbio. The Inpatient tenta di proporre una tipologia di gioco distante dai canoni dell'opera originale: questa sorta di spin-off può considerarsi alla stregua di un vero e proprio prequel, che indaga sui misteri e gli abusi perpetrati all'interno del Sanatorio intorno alla metà del ‘900.
Il giocatore vivrà dunque il trauma di simili barbarie attraverso gli occhi di un paziente senza memoria, il cui sesso e colore della pelle potranno essere scelti all'inizio del gioco, con il preciso scopo di acuire ancor di più l'immedesimazione. La presenza di una vera "fisicità", d'altronde, rende i movimenti ed il coinvolgimento ancora più tangibili. Abbassare lo sguardo e riuscire ad ammirare il proprio corpo nella sua interezza, quindi, è una scelta stilistica volta a frantumare quasi interamente la quarta parete.

Senza un nome, né memoria, in The Inpatient sarà l'utente stesso il protagonista: ci risveglieremo pertanto avvolti dalle lerce lenzuola di una stanza da ricovero, che assomiglia però più ad una cella di contenimento.

The Inpatient conferma e migliora la qualità visiva di Until Dawn soprattutto nelle animazioni facciali e lo sa bene: i faccia a faccia a stretta distanza tra Bragg e il protagonista sono palesemente votati a meravigliare il giocatore con un fotorealismo che in VR rende ancora di più, mentre lo stile e la regia delle visioni sono magistrali. Non è mancato l'uso dei jump scares che però non è stato banale ma terrorizzante e sviluppato all'interno di una scena angosciante e inquietante come poche ne abbiamo viste nella realtà virtuale firmata PlayStation. Infine ci chiediamo se la scelta iniziale legata al sesso del protagonista possa avere ripercussioni sull'andamento della storia, domanda alla quale abbiamo ricevuto un ovvio no comment.

Il lavoro dei ragazzi di Supermassive è profondo, dettagliato e studiato, in grado di sfruttare l'esperienza maturata con Until Dawn e spingerla ad un altro livello grazie al VR e alla totale immersione che genera.

Quanto abbiamo visto si tratta ovviamente di pochi minuti ed entrambe le nostre run si sono concluse nella stessa maniera ma non ci aspettavamo di più da una demo E3; speriamo però che The Inpatient possa continuare su questa strada e che la struttura a bivi possa dare una spinta in più ad un'esperienza VR che sembra molto promettente sotto tutti i punti di vista.

Scritto da Alberto

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