Recensione anteprima Fallout 76 BETA

(Milano)ore 15:16:00 del 10/11/2018 - Tipologia: , Videogames

Recensione anteprima Fallout 76 BETA

Ogni server ospita venti utenti che possono incontrarsi all'interno della mappa, scambiare oggetti, collaborare al completamento di missioni principali o eventi speciali, solitamente degli incarichi di eliminazione..

 

Che si viaggi da soli o in compagnia, dunque, il tipico giocatore di Fallout ritrova la stessa esperienza e lo stesso stile, mentre la differenza principale rimane quella di un ritmo molto più frenetico che non concede tregue come lo SPAV o il Pip Boy, strumenti che in tutta la saga bloccavano l’azione lasciando respiro al giocatore, mentre qui rischiano di diventare il vero ago della bilancia tra la sopravvivenza e la morte. Quando si è a corto di Stimpak, infatti, aprire il menù delle provviste per curarsi richiede quei secondi preziosi di totale vulnerabilità che potrebbero essere troppi mentre si è sotto attacco, per questo una buona preparazione diventa ancora più essenziale in questo capitolo: doversi districare tra alimenti avariati, carne cruda e provviste realmente curative non è affatto semplice, complice anche una lentezza nella risposta che può portare facilmente all’errore.

Come l’equipaggiamento, anche le provviste hanno una barra delle condizioni che diminuisce col tempo: per sopravvivere infatti bisogna non solo mantenere alta la barra della salute, ma anche rifocillare il proprio personaggio con acqua e cibo costantemente; gli alimenti crudi comportano però il rischio di contrarre malattie dannose per le prestazioni, il recupero della salute e la necessità di alimentarsi, mentre quelli cucinati sono appunto soggetti a un rapido deterioramento che costringe a una costante ricerca di provviste e legna per la cucina da campo.


Le malattie possono arrivare anche in seguito a radiazioni alte, immersione in acqua sporca o dormite su sacchi a pelo per terra o letti all’aperto: insomma, il proprio alter ego è vivo e ha bisogno di essere costantemente salvaguardato, perché, come dice la guida di sopravvivenza dell’Appalachia, “fame e malattie possono essere letali quanto un Deathclaw”.

Tra gli aspetti che si confermano ancora in fase di lavorazione c’è sicuramente la questione framerate, decisamente da migliorare e rendere più stabile, soprattutto in vista di una release che dovrebbe ospitare più giocatori contemporaneamente. Al di là degli scatti fastidiosi in un titolo del genere, i combattimenti più concitati subiscono lag che traslano personaggi e nemici di diversi metri improvvisamente, bug che rendono le proprie armi incapaci di infliggere danni per qualche secondo e freeze con riprese accelerate che alla lunga fanno un po’ girare la testa. Ovviamente si tratta di un ambiente di test che serve proprio a raccogliere dati su problemi del genere per evitare che appaiano nella versione finale del gioco, quindi cerchiamo di rimanere ottimisti e fiduciosi che gran parte di queste imperfezioni rimangano legate a questa fase di B.E.T.A.. Quello che anche nelle migliori delle ipotesi non cambierà drasticamente è l’aspetto estetico del gioco, che richiama in tutti gli asset, gli ambienti e le animazioni quanto già visto in Fallout 4 senza alcun upgrade, se non qualche leggera miglioria nelle versioni Xbox One X e PS4 Pro, sicuramente più rifinite. L’impatto visivo lascia un po’ a desiderare quindi, ma considerando il peso che ha una mappa così grande sulle prestazioni di gioco va bene così, a patto che questo sacrificio porti davvero un framerate stabile e soddisfacente alla fine dei conti.

Sulla distanza è un fiorire di pop-up ed episodi di bad clipping: sembra che la qualità del rendering e la fluidità inconsistente con cui il tutto viene gestito, anche su PlayStation 4 Pro, siano state sacrificate sull'altare di un netcode non abbastanza robusto. Ciò spiegherebbe anche la scarsa qualità delle animazioni, sia quelle dei personaggi controllati dai giocatori che, soprattutto, quelle dei mutanti che troveremo in giro per la mappa, molto ampia se si considera che bisogna girarla a piedi ma non grandissima in assoluto. Le cose migliorano quando ci si aggira all'aperto, nel mezzo della natura, ma basta trovarsi nuovamente nelle vicinanze di un qualsiasi edificio o assembramento per piombare nuovamente nel datato spinto.

Gameplay

Fallout 76 può essere giocato utilizzando una visuale in prima o in terza persona: basta premere il touch pad sul controller di PlayStation 4 per passare dall'una all'altra soluzione in qualsiasi momento, nell'ottica di un approccio che non prevede vere e proprie pause per via della natura persistente del mondo online. Ogni server ospita venti utenti che possono incontrarsi all'interno della mappa, scambiare oggetti, collaborare al completamento di missioni principali o eventi speciali, solitamente degli incarichi di eliminazione.

Ci si può anche sfidare, sebbene questa meccanica sia regolata da una serie di filtri che evitano gli attacchi indiscriminati: nella fattispecie è necessario acconsentire al combattimento prima che la possibilità di infliggere danni reali si sblocchi. Un espediente obbligatorio, sebbene il game over in Fallout 76 non risulti particolarmente punitivo: basta tornare al punto in cui si è morti, poco distante, per recuperare gli oggetti persi. Alla fine dei conti, tuttavia, è la componente cooperativa più che quella competitiva a tenere banco e a creare situazioni dotate di un minimo di freschezza rispetto alla struttura tradizionale della serie, specie quando ci si trova di fronte avversari numerosi e/o coriacei.

In questi frangenti, purtroppo, la macchinosità del sistema di combattimento e una serie di problemi, dagli hitbox approssimativi agli impatti "scivolosi", emergono in modo prepotente, disegnando il quadro di un'esperienza meno convincente di quanto sperassimo, che impiega poco a diventare frustrante. A migliorare il quadro della nostra competitività ci pensano fortunatamente le abilità extra, che si sbloccano man mano che saliamo di livello e che si presentano come un set di carte collezionabili, ognuna dotata di uno specifico perk, da assegnare alle categorie forza, percezione, resistenza, carisma, intelligenza, agilità e fortuna: un'idea simpatica, senz'altro da approfondire.

 

Scritto da Luca

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