Rapporti di lavoro: i motivi per cui odiamo il nostro capo

SONDRIO ore 10:02:00 del 25/02/2015 - Tipologia: Lavoro

Rapporti di lavoro: i motivi per cui odiamo il nostro capo

Rapporti di lavoro: i motivi per cui odiamo il nostro capo. Ecco perché i lavoratori dipendenti proprio non li digeriscono.

Nell’immaginario collettivo il datore di lavoro, salvo rare eccezioni, è considerato il nemico da combattere. Situazioni di stress eccessivo, favoritismi nei confronti dei colleghi ed esasperate Manie di protagonismo sono le condizioni principali che possono portare a un vero e proprio odio nei confronti del “capo”. Openforum ha individuato le cinque ragioni per cui i dipendenti odiano il boss.

  • Le vostre decisioni sono le uniche che contano veramente

Non c’è niente di male nell’accettare suggerimenti da altre persone, prendendovi il tempo necessario per valutare tali consigli. Infatti lavorare in modo inclusivo può aprire prospettive interressanti. Tuttavia, a un certo punto, si deve smettere di raccogliere e analizzare le informazioni, e cominciare a prendere delle decisioni.

Come agire: provate a prendervi più tempo prima di ogni progetto, iniziando a pensare a tutte le possibili opzioni. Questo vi aiuterà a valutare i possibili risultati e a decidere quale strada prendere.

  • L’ossessione per il controllo

Come imprenditori, le vostre aziende rappresentano dei figli. Così come dei genitori ansiosi, molti di voi tendono a gestire il business in maniera maniacale. Sfortunatamente, l’ossessione per il controllo uccide lo spirito di iniziativa dei dipendenti. Sapendo che anticiperete le loro scelte, essi smetteranno di prendere decisioni e aspetteranno passivamente che voi diciate loro cosa fare. Tutto ciò porta a due consegueze: primo, si blocca il meccanismo decisionale, dato che nulla può accadere senza il vostro placet. Secondo, ci si ritrova a collaborare con una squadra che è utile come una scolaresca elementare.

Come agire: muovetevi a piccoli passi. Cercate di comprendere su quali aree potete allentare il controllo, delegare il potere, analizzando come agiscono i dipendenti da soli. Se riescono a gestire il lavoro in maniera autonoma, vi accorgerete di come sarà piacevole attuare uno stile di gestione più passivo.

  • Predicate bene e razzolate male

Pretendete che il vostro team lavori a tutte le ore, mentre voi ve ne spuntate bellamente in ufficio alle 11.30 sorseggiando un cappuccino? Potete anche lavorare da casa, ma questo non conta se la vostra squadra non può vederlo e ha l’impressione che siate un fannullone. Assicuratevi che il vostro staff veda che voi siate impegnati quanto lo sono loro, e non aspettatevi che loro facciano ciò che voi non siete disposti a fare.

Come agire: pensate seriamente all’immagine che state dando di voi agli altri. Forse dovreste passare più tempo con i vostri dipendenti per creare un legame.

Come titolari di piccole aziende, lavorate spesso a stretto contatto con il vostro team. Ciò porterà a farvi piacere alcune persone più di altre. Tutto normale, può anche capitare di intraprendere amicizie al di fuori del contesto lavorativo. È fondamentale, però, non lasciare che quelle amicizie influenzino le dinamiche di ufficio. Il modo in cui trattate i dipendenti si deve basare esclusivamente sui loro risultati, non su cosa si pensa di loro come persone.

Come agire: Bisogna essere consapevoli di come state trattando i vostri “eletti”. Potrebbe essere necessario mantenere un po’ le distanze per dimostrare che non fate dei favoritismi, come fareste se lavoraste con un vostro parente. Dovete essere schietti nei confronti di chi vi sta più vicino, mettendo i dipendenti al corrente che le cose stanno cambiando in ufficio, ma non a causa loro. Questo trattamento li farà sentire sollevati, perché essere il cocco del capo può essere scomodo.

Scritto da Gerardo

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