Quanto ci costa il LOW COST? La grande TRUFFA delle compagnie aeree da CONOSCERE

(Milano)ore 23:04:00 del 02/02/2018 - Tipologia: , Cronaca, Denunce, Viaggi

Quanto ci costa il LOW COST? La grande TRUFFA delle compagnie aeree da CONOSCERE

Si scrive «basic» o «light», a seconda della sponda dell’Atlantico nella quale ci si trova. Si traduce «spendi di meno per il volo, ma bagaglio in stiva e scelta del posto sono un extra». .

MA QUANTO CI COSTA IL LOW COST? - QUASI TUTTE LE COMPAGNIE FANNO LA CORSA AL RIBASSO SUI VOLI VERSO L’AMERICA (ANCHE DA PARTE DI ALITALIA, AIR FRANCE-KLM, DELTA AIR LINES) MA VENGONO GONFIATI ANCHE I COSTI EXTRA: 100 EURO PER IL BAGAGLIO IN STIVA E 40 PER LA SCELTA DEL POSTO

Si scrive «basic» o «light», a seconda della sponda dell’Atlantico nella quale ci si trova. Si traduce «spendi di meno per il volo, ma bagaglio in stiva e scelta del posto sono un extra». E l’«extra» può toccare pure i 140 euro. A passeggero. È la nuova fase dei collegamenti Europa-Usa. E stavolta non riguarda soltanto chi decide di salire a bordo delle low cost di lungo raggio come Norwegian Air, ma anche le cosiddette «tradizionali».

Il 10 aprile segna in Italia la fine di un’epoca: quella dei viaggi transatlantici con la valigia in stiva inclusa nel prezzo persino per chi sceglie la tariffa più bassa. Alitalia — e le sue alleate Air France-Klm e Delta Air Lines — introdurranno «Economy Light» (o «Basic Economy», secondo gli americani), la classe di volo più conveniente e, come da parola, più leggera. Leggera in molti aspetti.

Nei costi: più bassi di 30-60 euro rispetto alle tariffe attuali. Ma anche negli oggetti consentiti: si salirà con un solo trolley (massimo 8 chili). Tutto il resto bisognerà pagarlo a parte — 100 euro per la valigia in stiva, 40 euro per scegliere/modificare il posto — oppure toccherà guardare alla tariffa successiva (e più dispendiosa), «Economy Classic». I pasti restano inclusi nel prezzo, a differenza delle rivali senza fronzoli.

LO SPACCHETTAMENTO

Lo «spezzettamento» dell’Economica è la risposta alle low cost di lungo raggio — come Norwegian Air, l’islandese Wow Air, la danese Primera Air, la canadese WestJet — che negli ultimi tempi hanno rosicchiato fette importanti nel mercato redditizio dei voli tra Europa e Nord America, costringendo i colossi dei cieli ad abbassare i biglietti anche del 30%.

E a giudicare dalle disponibilità di aprile la tariffa «light» piace, «anche se si trova solo sui voli da e per Usa e Canada», precisano da Alitalia che confermano come i vettori a basso costo hanno sollecitato un ripensamento delle strategie. Perché, dicono dal quartier generale, «la nuova tariffa intercetta quei passeggeri che si muovono con il solo bagaglio a mano». Come i giovani, per esempio. «E ci consente quindi di essere più competitivi con le low cost», ha motivato alcuni giorni fa il presidente di Delta Air Lines Glen Hauenstein agli analisti finanziari.

L’ANALISI

Ma la nuova tariffazione sembra penalizzare certe categorie di viaggiatori, a partire dalle famiglie: svantaggiate dalle opzioni previste dalla «light» devono ricorrere all’Economica classica. Che, però, costa di più di quella più bassa in vigore fino al 9 aprile (senza i costi extra).

 

Un’analisi del Corriere della Sera sulla variazione dei prezzi mostra questa dinamica: l’introduzione della nuova tariffa, quella «Light», renderà più cara proprio l’Economica classica, che a sua volta è più conveniente rispetto a chi decide di acquistare gli extra (bagaglio e scelta del posto) in un secondo momento. Una tendenza che si ritrova anche nelle altre tratte internazionali operate da altri vettori e che, secondo diversi analisti, si fa sentire soprattutto su quelle dove non c’è una competizione diretta con una low cost. Quello che le compagnie non ammetteranno mai è che loro non vogliono il successo della tariffa «spoglia»: più i passeggeri scelgono lo scaglione superiore, più i margini di guadagno migliorano.

I PROFITTI MILIARDARI

Nei prossimi mesi il biglietto super-ridotto — nei voli Europa-Usa — dovrebbe essere adottato anche da altre compagnie. «Stiamo sperimentando questa tipologia da un paio di mesi nei Paesi scandinavi», risponde al Corriere Steffen Weinstok, direttore vendite del gruppo Lufthansa per Italia e Malta, al margine della presentazione dei dati record dell’azienda sul nostro mercato (9,1 milioni di passeggeri, +12% rispetto al 2016). «Tra quattro mesi vedremo come è andata, ma se ci dovesse essere un mercato perché non introdurla?».

Con lo spezzettamento si fanno molti soldi. Secondo IdeaWorks il 2016 è stato un anno record per la capacità delle compagnie di generare profitti al netto della vendita del ticket: 82,2 miliardi di dollari, +22% sul 2015, +264% sul 2010. «Gli extra per imbarcare il bagaglio sono enormi generatori di profitti — ha spiegato Jay Sorensen, presidente di IdeaWorks — per questo diventeranno la norma su tutti i voli transatlantici entro il 2019 e poco dopo a livello globale».

Dago

Scritto da Sasha

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