PES 2019, guida

(Bologna)ore 17:11:00 del 30/07/2018 - Tipologia: , Videogames

PES 2019, guida

Sembra poco, ma aver sistemato questo rimette in piedi tutta la struttura del gameplay e PES torna a entusiasmare: cambi di fronte, movimenti degli attaccanti incontro alla palla, sovrapposizione dei terzini, lanci lunghi ma anche uno-due rapidi diventano.

L'appuntamento di E3 ci aveva lasciato a bocca aperta ma in maniera preoccupante, rimasti sbalorditi da un titolo che presentava un gameplay, vero punto di forza delle ultime edizioni, completamente allo sbaraglio.

Nel nostro provato precedente abbiamo spiegato a fondo come Konami si stesse approcciando alla prossima stagione calcistica con un piglio tutt'altro che vincente: l'intelligenza artificiale, le fasi di gioco, il ritmo, la fluidità della manovra e la fedeltà delle conclusioni in porta si erano mostrate nettamente regredite alla kermesse losangelina, mentre la promessa di alcune migliorie, un'edizione David Beckham e la ICC non ci avevano convinto già prima della prova pad alla mano.

Per questo, quando abbiamo avuto la possibilità di mettere mano su una nuova build del gioco che è ormai prossimo all'uscita, il nostro spirito sportivo si è infiammato nuovamente alla ricerca di un riscatto che non poteva non arrivare: PES non si arrende facilmente.

Due ore abbondanti battono una mezz'ora scarsa senza ombra di dubbio: dopo una breve presentazione che ci ha riepilogato le novità di quest'anno, di cui abbiamo già discusso nel precedente articolo, abbiamo potuto finalmente dedicarci a del sano, prolungato e ininterrotto PvP, il modo migliore per testare il reale progresso di PES2019 non solo rispetto all'edizione precedente ma soprattutto in confronto alla demo E3.

Tanti timori sono stati presto spazzati via: mantenendosi ad una velocità di gioco standard o una tacca inferiore, le animazioni dei vari giocatori sono adesso adeguate al ritmo di gioco e non si rischia più di perdere palla ogni volta che ci si ferma un attimo a ragionare. Sembra poco, ma aver sistemato questo rimette in piedi tutta la struttura del gameplay e PES torna a entusiasmare: cambi di fronte, movimenti degli attaccanti incontro alla palla, sovrapposizione dei terzini, lanci lunghi ma anche uno-due rapidi diventano gli ingredienti sempre presenti e ben funzionanti di una manovra ragionata e con grande visione di gioco. Delle numerose partite che abbiamo affrontato, un po' come succedeva l'anno scorso, alcune azioni ci sono sembrate spesso simili a quelle viste nell'ultimo mondiale, con risultati efficaci anche quando non si premeva l'acceleratore con scambi da ping pong, vera spina nel fianco del calcio videogiocato moderno.

La simulazione di PES2019 si riconferma validissima almeno quanto quella dell'anno precedente, lasciando alle introduzioni di quest'anno il compito di fare la vera differenza.

Tornando a noi, è stata introdotta anche la “Fatica Visibile“: il team di sviluppo ha sostanzialmente ripensato e ribilanciato il sistema di Stamina, quello che regola il grado di fatica dei giocatori in campo. Oltre alla classica barra, ad indicare il grado di fatica sarà anche il comportamento degli stessi giocatori, che appariranno via via più esausti. Una caratteristica che purtroppo non abbiamo apprezzato al massimo durante i match rapidi sperimentati, e che comunque si farà sentire maggiormente nelle partite prolungate dove una corretta gestione della stamina dei giocatori può realmente fare la differenza.

In generale comunque si nota una maggior fluidità nei movimenti dei giocatori, una più spiccata naturalezza nei passaggi, nei tiri e nei contrasti. E anche il comparto grafico, sempre coadiuvato dal Fox Engine, sembra aver fatto dei discreti passi in avanti. Poco prima di provarlo con mano Konami ci ha mostrato uno degli ultimi trailer del gioco realizzato con il motore di gioco, e siamo rimasti per un momento interdetti dalla qualità delle animazioni. In realtà appena messe le mani sul controller abbiamo tirato un sospiro di sollievo. Non solo le animazioni ci sono sembrate sensibilmente migliorate, ma in generale anche tutti gli elementi secondari quali stadio, illuminazione dinamica e così via dicendo. Ovviamente i volti di alcuni giocatori sono più curati di altri, idem dicasi per le espressioni facciali, ma d’altronde dipende dagli accordi e dalla possibilità offerta da alcune squadre di realizzare scansioni tridimensionali di altissima qualità dei propri calciatori.

Il risultato complessivo punta sempre di più al realismo insomma, a scapito però di quel grado di spettacolarità che la concorrenza è sempre riuscita ad evidenziare maggiormente. Non secondo Lennart Bobzien però, European Brand Manager di PES con cui abbiamo avuto modo di scambiare due chiacchiere. Quest’anno, secondo Bobzien, gli effetti grafici non solo sono superiori a quelli dell’anno scorso, ma sono di fatto migliori di quelli offerti dal gioco concorrente (non sono stati fatti nomi, ma sappiamo tutti benissimo a chi sta facendo riferimento). E proprio a Bobzien abbiamo posto una delle domande che ci ponevamo inizialmente: perché un utente dovrebbe acquistare PES 2019? Secondo il responsabile Konami sono tre le caratteristiche che dovrebbero convincervi: il gameplay, il più realistico e curato sul mercato, il vero e proprio punto di forza di PES; le nuove licenze, su cui ci torneremo a breve; i nuovi effetti grafici, migliorati ulteriormente anche grazie all’uso del software Enlighten.

Le novità quindi non mancano, ma Konami vuole comunque giocare sul sicuro, con un prodotto che piacerà sicuramente ai fan storici della saga. E a tal proposito dobbiamo infine arrivare al vero tasto dolente: le licenze. Quest’anno PES perde i diritti relativi alla ChampionsLeague, e probabilmente, così come in PES 2018, mancheranno licenze preziose per quanto riguarda l’Italia come quelle relative alla serie B o alla Juventus. Non possiamo dirlo con certezza perché la versione da noi provata comprendeva solo alcune squadre (quelle che saranno presenti nella demo), ma se fossero state presenti Konami lo avrebbe in qualche modo evidenziato.

C’è però da dire che il publisher nipponico sta facendo il possibile per stringere partnership con club e campionati di tutto il mondo: in Italia PES può contare su accordi speciali con Inter e Milan, e in generale, da quanto emerso dalla presentazione a cui abbiamo assistito, verranno aggiunte 7 nuove licenze (non poche), come la Superliga, la Ligue 1, la Swiss League, la Liga Nos e la Premier Liga Russa. Da qui al lancio poi Konami continuerà con gli annunci delineando via via quello che sarà il prodotto finale. Un altro paio di novità prima di giungere a conclusione. Sono state aggiunte le sostituzioni veloci: in caso di interruzione del gioco per falli, calci di punizione e altre situazioni il gioco visualizzerà in basso a destra una interfaccia rapida di sostituzione, consigliandovi i migliori atleti a disposizione. Inoltre sono previste novità anche per la Master League, una delle modalità più apprezzate dai fan della serie: è stato migliorato il sistema di trasferimento dei giocatori e sarà disponibile anche l’ICC, l’International Champions Cup, una competizione a cui partecipano squadre del calibro del Barcellona, Arsenal, Juventus, Bayern Monaco, oltre a tutte le altre licenze acquisite quest’anno.

Scritto da Gregorio

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