Olio in cucina: guida al riciclaggio facile

(Bologna)ore 16:42:00 del 22/07/2019 - Tipologia: , Cucina

Olio in cucina: guida al riciclaggio facile

Ecco perché è importante raccogliere l’olio esausto: per avere un impatto minore sull’ambiente e non inquinare il pianeta sul quale viviamo..

 

RICICLARE OLIO DA CUCINA - Se anche voi siete abituati a gettare giù dallo scarico l’olio usato dopo una frittura, nella convinzione che sia il metodo più rapido e comodo, in questo articolo vorrei spiegarvi perché da oggi non dovreste più farlo.

L’olio esausto, quello che rimane dopo una tempura, per esempio, una volta versato nella rete fognaria, attraverso il wc o giù dal lavello della cucina, è in grado di contaminare l’acqua e il suolo.

RICICLARE OLIO DA CUCINA - Esso, infatti, crea uno strato superficiale sull’acqua che ne impedisce la normale ossigenazione. Un gesto apparentemente banale, gettare via l’olio, appunto, è quindi estremamente nocivo.

RICICLARE OLIO DA CUCINA - L’olio esausto smaltito nella maniera scorretta può raggiungere il terreno, creando anche qui uno strato idrofobico, che impedisce la normale ossigenazione e non permette nemmeno lo scambio idrico e minerale adeguato tra radici delle piante e suolo.

Naturalmente se l’olio esausto da cucina procede nel suo percorso attraverso il suolo, può raggiungere la falda acquifera e creare enormi ripercussioni sull’intero ecosistema e sulla salute umana e animale.

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Ecco perché è importante raccogliere l’olio esausto: per avere un impatto minore sull’ambiente e non inquinare il pianeta sul quale viviamo.

  • Quando avete fritto, lasciate raffreddare l’olio nella padella e poi provvedete a filtrarlo, per eliminare tutte le impurità ed residui di cibo (magari con una garza a maglie molto strette); e poi travasatelo in un contenitore di vetro nel quale verrà congelato, per poterlo riutilizzarlo ancora.

  • L’olio esausto è un ottimo combustibile per le lanterne o le candele realizzate con altro materiale riciclato, come ad esempio contenitori di vetro o di metallo.

  • Se di solito vi radete con la lametta e vi procurate delle ferite, sappiate che l’olio usato può essere un buon metodo per mantenere la pelle idratata e far scivolare meglio la lama sull’epidermide.

Divertente è l’idea della lampada di lava, realizzata versando l’olio residuo in una bottiglia di plastica, alla quale si aggiungono alcune gocce di colorante alimentare e una compressa di anti acido (Alka Seltzer). A questo punto bisogna agitare energicamente e mettere una lucina sotto la bottiglia: l’effetto è momentaneo ma davvero spettacolare!

  • Con olio esausto, soda caustica e acqua si fa anche il sapone. Innanzitutto bisogna munirsi di guanti ed occhialini, perché la soda è corrosiva. Si comincia versando la soda nella pentola alla quale poi si aggiungono 50 cl di acqua. Dopodiché, si lascia raffreddare e poi si aggiunge l’olio esausto mescolando con un cucchiaio di legno per mezz’ora. Alla fine il composto viene versato in contenitori di plastica sui quali viene stesa una coperta. Dopo 72 ore il composto si è raffreddato e può essere tagliato a pezzetti, che devono essere lasciati raffidare, a loro volta, per circa 2 settimane, tra scorse le quali le saponette possono essere utilizzate.

  • Se possedete animali da cortile, ricordate che con l’olio potete condire il loro mangime, tipo riso, pane raffermo oppure potete regalare l’olio stesso al contadino di fiducia che saprà farne buon uso.

 

Scritto da Carla

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