Miele al supermercato? Il 75% non e' VERO MIELE!

(Torino)ore 18:09:00 del 15/04/2019 - Tipologia: , Denunce, Salute

Miele al supermercato? Il 75% non e' VERO MIELE!

Test effettuati su larga scala nei supermarket americani rivelano che circa il 75% del miele sul mercato non è miele..

Test effettuati su larga scala nei supermarket americani rivelano che circa il 75% del miele sul mercato non è miele. Stando alle ricerche del Food Safety News, oggi il miele prodotto su larga scala è spesse volte privo di reale polline, artificialmente lavorato e riciclato dalla Cina.

La situazione in Italia è migliore?

“Ormai in Cina il miele neanche lo raccolgono, lo fabbricano direttamente e una frode del genere è anche difficile da smascherare. Nel 2016 è crollata la produzione a causa dei cambiamenti climatici e dell’uso dei pesticidi e l’annata si preannuncia la peggiore da 35 anni a questa parte. Di conseguenza i prezzi aumentaranno e con loro anche il rischio delle frodi”. Diego Pagani, presidente del Consorzio Nazionale Apicolo in un intervista al Salvagente

Produttori esperti e la World Health Organization concordano che il vero miele debba contenere reali microscopiche particelle di polline, per essere considerato vero miele, ed avere una fonte identificabile. Inoltre le proprietà non devono essere distrutte col processo ad alta temperatura. Il miele privo di polline è una truffa artificiale, annacquata, priva di nutrienti.

Miele dalla Cina. MIELE DILUITO, RISCALDATO, PRESSURIZZATO, DEL TUTTO FALSO

Molto del miele che raggiunge gli scaffali dei supermercati è derivato da una procedura di filtraggio che porta il miele ad alte temperature, forza le sostanze naturali con una elevata pressione attraverso filtri estremamente piccoli e rimuove il polline. In questo modo, i produttori nascondono l’identità della fonte del miele, che è una tecnica usata dai cinesi che illegalmente hanno svenduto per anni tonnellate del loro miele sui mercati americani. I cinesi sono responsabili della svendita di antibiotici pericolosi, dolcificanti artificiali, e per l’immissione di importanti quantità di metalli pesanti nel miele importato.

Ma non finisce qui. Dopo questo scandalo anche il metodo della contraffazione è cambiato. Più di recente per creare il miele contraffatto si usa una miscela di sciroppo a base di riso, un po’ di polline e l’aroma.

Cina e Bulgaria sono i paesi dove maggiormente si concentrano le contraffazioni. “La contraffazione a base di sciroppo di riso è difficile da scoprire perché gli zuccheri contenuti sono talmente simili a quelli naturali del miele che anche con le analisi isotopiche è complicato smascherarla” afferma Diego Pagani.

Miele dalla Bulgaria

L’altra “fonte” del pericolo viene dalla Bulgaria. “Gli apicoltori aderenti a Conapi non comprano più miele dalla Bulgaria. Devo dire che sporadicamente ci si approvvigiona con il miele bulgaro: negli anni passati alcune partite modeste sono state importate solo per sopperire alla carenza produttiva, in Italia e negli altri paesi a vocazione come Serbia e Ungheria. Può succedere che il miele – spiega Pagani – venga tagliato con sciroppo di zucchero. L’adulterazione avviene in due modi: o viene miscelato al prodotto finale oppure viene usato per alimentare le api duranti il raccolto”.

LA RICERCA DEL FOOD SAFETY NEWS

A seguito della notizia di negozi alimentari inondati da miele non identificato, il Food Safety News ha iniziato una ricerca condotta in diversi punti vendita che vendevano miele straniero. Hanno acquistato 60 container di miele proveniente da 10 stati differenti, da una vasta gamma di supermercati. Poi hanno mandato i campioni di miele al melissopalinologo e professore della Texas A&M University Vaughn Bryant (la melissopalinologia è la scienza che, in base allo studio del polline nel miele, ne permette l’identificazione della provenienza botanica). Ciò che ha trovato è che circa tre quarti del miele non conteneva polline, rendendolo non identificabile e non sicuro. Di questi tre quarti:

  • Sul 100 percento del miele Winnie the Pooh il polline era stato completamente rimosso.

  • Sul 100 percento del miele contenuto nelle confezioni di KFC e McDonald’s il polline era stato completamente rimosso.

  • Sul 77 percento del miele proveniente da negozi come Costco, Sam’s Club and Target il polline non poteva essere tracciato.

  • Sul 100 percento del miele venduto da catene come Walgreen’s e CVS Pharmacy il polline era stato filtrato.

Si è trovato, però, che il miele acquistato da cooperative e mercati contadini conteneva l’intera quantità di polline originale.

IL FILTRAGGIO HA A CHE FARE CON IL NASCONDERE LA VERA FONTE DEL MIELE

Richard Adee produce 7 milioni di kili di miele ogni anno, spiega che il vero miele ha un valore per il suo sapore e per i suoi valori nutrizionali e che tutto ciò “viene rimosso durante il processo di filtraggio in questione”.
Adee dice che “non è un segreto per nessuno che sul mercato l’unica ragione per filtrare il polline sia nasconderne la provenienza e il fatto che in quasi tutti i casi la provenienza sia cinese”.
La maggior parte dei confezionatori di miele è preoccupata di ciò che viene importato e di ciò che mettono nelle loro confezioni.

Come riconoscere il miele contraffatto

Usando test privati, alcuni produttori americani hanno scoperto che il loro miele importato dall’Asia è diluito con HFCS (High-Fructose corn syrup) sciroppo di fruttosio derivato dal mais, e una miriade di dolcificanti illegali e antibiotici.

Questo sta spingendo molte persone a ricercare fornitori di miele degni di fiducia, che lascino questa preziosa risorsa nella propria originale forma nutrizionale.

Guardatevi intorno e trovate un distributore locale di miele, il vero miele è una risorsa preziosa! Diffidate dal miele venduto a pochi euro, probabilmente non contiene polline, è pieno di metalli pesanti ed antibiotici.

E’ opportuno accertarsi che la provenienza del miele sia locale dato che spesso si trovano indicazioni generiche oppure non è chiaramente riportato. Non comprare miele generici dalla Spagna o dall’Unione Europea, infatti:

“La triangolazione – aggiunge il presidente Conapi – è la classica operazione attraverso la quale un miele extracomunitario entra illegalmente in un paese membro e diventa comunitario. Purtroppo per quello cinese la Spagna resta una porta troppo aperta.”

Da: QUI

 

Scritto da Luca

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