L'idea che i POVERI possano OZIARE? Ha sempre IMBESTIALITO i POTENTI

(Firenze)ore 18:40:00 del 11/11/2017 - Tipologia: , Denunce, Lavoro

L'idea che i POVERI possano OZIARE? Ha sempre IMBESTIALITO i POTENTI

Dall’inizio della civiltà fino alla rivoluzione industriale, un uomo poteva, di regola, produrre con molto lavoro un po’ più di quanto fosse necessario al mero sostentamento di se stesso e della sua famiglia, sebbene sua moglie lavorasse almeno quanto lui.

L'ARTICOLO CHE STAI PER LEGGERE È STATO SCRITTO DA BERTRAND RUSSELL, 1872 -1970, I FATTI NARRATI SONO VERITÀ STORICHE ANCORA OGGI NON BEN COMPRESE DALLA MASSA INERME DEGLI SCHIAVI CIVILIZZATI:

ECCO COME CI FREGANO !!
Come molti uomini della mia generazione, fui allevato secondo i precetti del proverbio che dice “l’ozio è il padre di tutti i vizi”. Poiché ero un ragazzino assai virtuoso, credevo a tutto ciò che mi dicevano e fu così che la mia coscienza prese l’abitudine di costringermi a lavorare sodo fino ad oggi.
Io penso che in questo mondo si lavori troppo, e che mali incalcolabili siano derivati dalla convinzione che il lavoro sia cosa santa e virtuosa; insomma, nei moderni paesi industriali bisogna predicare in modo ben diverso da come si è predicato sinora. 
Tutti conoscono la storiella di quel turista che a Napoli vide dodici mendicanti sdraiati al sole (ciò accadeva prima che Mussolini andasse al potere) e disse che avrebbe dato una lira al più pigro di loro. Undici balzarono in piedi vantando la loro pigrizia a gran voce, e naturalmente il turista diede la lira al dodicesimo, giacché era un uomo che sapeva il fatto suo...!!

Uno dei metodi più diffusi per investire i risparmi consiste nel darli in prestito a qualche governo. Considerando il fatto che la maggior parte dei governi civili spende un’altissima percentuale del denaro pubblico per pagare i debiti delle guerre passate e preparare le guerre future, chi presta quattrini allo Stato si trova press’a poco nella posizione di quell’infame personaggio di Shakespeare che prezzolava assassini. Insomma le abitudini economiche dell’uomo moderno hanno un solo risultato pratico, quello di aumentare il potenziale bellico dello Stato al quale egli presta i suoi risparmi

Dall’inizio della civiltà fino alla rivoluzione industriale, un uomo poteva, di regola, produrre con molto lavoro un po’ più di quanto fosse necessario al mero sostentamento di se stesso e della sua famiglia, sebbene sua moglie lavorasse almeno quanto lui e i suoi figli cominciassero a lavorare appena l’età glielo consentiva
L’etica del lavoro è l’etica degli schiavi, e il mondo moderno non ha bisogno di schiavi.
IL SENSO DEL DOVERE 

è STATO CREATO DAI RICCHI !

Il concetto del dovere, storicamente parlando, e stato un mezzo escogitato dagli uomini al potere per indurre altri uomini a vivere per l’interesse dei loro padroni anziché per il proprio.
L’ozio è essenziale per la civiltà e nei tempi antichi l’ozio di pochi poteva essere garantito soltanto dalle fatiche di molti. Tali fatiche avevano però un valore non perché il lavoro sia un bene, ma al contrario perché l’ozio è un bene.
LA CRISI ECONOMICA 

SPIEGATA CON GLI "SPILLI"

Supponiamo che, a un certo momento, una certa quantità di persone sia impegnata nella produzione degli spilli. Esse producono tanti spilli quanti sono necessari per il fabbisogno mondiale lavorando, diciamo, otto ore al giorno
...Ed ecco che qualcuno inventa una macchina grazie alla quale lo stesso numero di persone nello stesso numero di ore può produrre una quantità doppia di spilli. 
Il mondo non ha bisogno di tanti spilli, e il loro prezzo è già così basso che non si può ridurlo di più. Seguendo un ragionamento sensato, basterebbe portare a quattro le ore lavorative nella fabbricazione degli spilli e tutto andrebbe avanti come prima. 
Ma oggigiorno una proposta del genere sarebbe giudicata immorale. ( e nel 2017 lo è ancora! Gli schiavi scolarizzati difendono ancora il sistema antiquato delle 8 ore di lavoro.)
Gli operai continuano a lavorare otto ore, si producono troppi spilli, molte fabbriche falliscono e metà degli uomini che lavoravano in questo ramo si trovano disoccupati. 
Insomma, alla fine il totale delle ore lavorative è ugualmente ridotto, con la differenza che metà degli operai restano tutto il giorno in ozio mentre metà lavorano troppo.
Si può immaginare niente di più insensato?
I RICCHI CI CONSIDERANO "INFERIORI"

L’idea che il povero possa oziare ha sempre urtato i ricchi. 
In Inghilterra, agli inizi dell’ottocento, un operaio lavorava di solito quindici ore al giorno e spesso i bambini lavoravano altrettanto (nella migliore delle ipotesi dodici ore al giorno). Quando degli impiccioni ficcanaso osarono dire che tante ore erano forse troppe, gli fu risposto che la sana fatica teneva lontani gli adulti dal vizio del bere e i bambini dai guai. 
Quand’ero piccolo, cioè poco dopo che gli operai di città conquistarono il diritto di voto, la legge istituì certe giornate festive, con grande indignazione delle classi ricche. Ricordo di aver udito questa frase dalla bocca di una vecchia duchessa:
Ma che se ne fanno i poveri delle vacanze? 
Tanto loro devono lavorare”
COME LA PENSANO GLI SCHIAVI?
In America molti uomini lavorano intensamente anche quando hanno quattrini da buttar via; costoro, com’e naturale, si indignano all’idea di una riduzione dell’orario di lavoro; secondo la loro opinione l’ozio è la giusta punizione dei disoccupati; in effetti gli secca di vedere oziare i propri figli.
Ma, cosa strana, mentre vorrebbero che i figli maschi lavorassero tanto da non aver il tempo di diventar persone civili, non gli importa affatto che la moglie e le figlie non facciano nulla dalla mattina alla sera. 
Un uomo che ha lavorato per molte ore al giorno tutta la sua vita si annoia se all’improvviso non ha più nulla da fare.
Insomma lavorare meno è la soluzione !

Da: QUI

Scritto da Samuele

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