Latte vaccino? Piu' ne bevi, piu' perdi CALCIO dalle ossa

(Firenze)ore 21:32:00 del 08/05/2019 - Tipologia: , Salute, Scienze

Latte vaccino? Piu' ne bevi, piu' perdi CALCIO dalle ossa

C’è una grande differenza tra latte materno e latte vaccino,il quale deriva dalle mucche ingravidate artificialmente..

C’è una grande differenza tra latte materno e latte vaccino,il quale deriva dalle mucche ingravidate artificialmente.Esso fa perdere calcio alle ossa,invece di farlo acquisire.Parola del British Medical Journal.

Non esiste alimento migliore. Il latte che sgorga dalle mammelle è da sempre raccomandato da medici e nutrizionisti per il fabbisogno proteico e soprattutto per l’apporto di calcio, minerale questo fondamentale per far crescere e mantenere in salute la struttura ossea. Fin qui nulla da eccepire se si trattasse del latte di mamma e se le mammelle fossero di una bella madre e non di una vacca ingravidata artificialmente. Questa premessa è obbligatoria perché ancora oggi c’è chi confonde le due cose. Si confonde il latte materno, vero e unico nutrimento basilare per il sano e corretto sviluppo del neonato d’uomo, con il latte di vacca, alimento predisposto esclusivamente per la crescita rapidissima dei vitelli.

Le intolleranze ai latticini I problemi con i latticini sono fondamentalmente due e si chiamano: lattosio e caseina. L’intolleranza al lattosio è determinata dalla fisiologica carenza o mancanza di lattasi, un enzima preposto alla scissione del lattosio in glucosio e galattosio. La carenza enzimatica fa si che il lattosio proceda intatto fino all’intestino crasso provocando così reazioni avverse di vario tipo (mal di pancia, diarrea, indebolimento del sistema immunitario, del sistema nervoso, ecc...). L’intolleranza alla caseina, il complesso proteico contenuto nei latticini, soprattutto nei formaggi, è dovuta principalmente all’assenza o carenza della chimosina, l’enzima responsabile della sua digestione. La caseina è una sostanza collosa capace di provocare meteorismo, gonfiore, diarrea, crampi, sonnolenza, orticaria, muco, arrossamenti cutanei, stanchezza generale, insufficienza respiratoria, calo della vista, dolori articolari, perdita della memoria e molto altro. Inoltre, il professor Campbell, ricercatore ed epidemiologo di fama mondiale, autore del best seller The China Study(Macro Edizioni, 2011) afferma che la caseina è tra i più potenti promotori del cancro scoperti fino ad ora, e che il suo consumo è in grado di causare l’innalzamento dei valori di colesterolo cinque volte più delle proteine vegetali della soia. Mi pare ci sia già molto da riflettere! 

Quanto è importante il calcio? Il calcio è il minerale più abbondante nell’organismo. Si trova per il 99% nello scheletro dove ha funzioni sia di sostegno che di riserva alcalina, e serve per formare ossa e denti oltre che per mantenerli in salute. È fondamentale per il corretto funzionamento del cervello e dei muscoli, i quali possono contrarsi e rilassarsi grazie alla sua azione sinergica con altri elementi. È implicato quindi anche nella regolazione del battito del muscolo cardiaco. Altre funzioni del calcio sono l'attivazione enzimatica, la trasmissione dell'impulso nervoso, la permeabilità delle membrane, la moltiplicazione e la differenziazione cellulare. Dove prendo il calcio se non assumo latte e formaggi? La cosa migliore è prenderlo dal mondo vegetale. Si osservi che fra i cibi animali i latticini ne contengono quantità significative (300-1.100 mg su 100 g di prodotto), mentre carne e pesce ne contengono molto meno 12-80 mg e le uova 50 mg. Fra i cibi vegetali i semi di sesamo contengono 750 mg di calcio, noci 380 mg, tofu 372 mg, soia 277 mg, mandorle 240 mg, fichi secchi 180 mg, spinaci 125 mg, cavoli 90 mg, fagioli 70mg, cereali 40-60 mg (ma l’amaranto ne contiene ben 159 mg). In realtà tutti i vegetali contengono calcio in proporzioni variabili. È interessante scoprire poi che le verdure a basso contenuto di ossalati (crucifere: cavoli, verze, broccoli, cime di rapa, rucola) “forniscono calcio ad elevata biodisponibilità (dal 49 al 61%); in confronto, il latte vaccino contiene una biodisponibilità compresa fra il 31 e il 32%” (1). In altre parole non si deve guardare solo all’entroito lordo di calcio, ma bisogna considerare il bilancio netto. A tal proposito è bene sapere che l’assorbimento di calcio viene ostacolato dall'assunzione contemporanea di troppi grassi e amminoacidi solforati, di cui sono ricchi i latticini, oltre che dalla presenza di ossalati e fitati che sono contenuti in alcune verdure, ma non in tutte (per i fitati di cereali e legumi, essi possono essere facilmente eliminati con ammollo, cottura o germinazione dei semi integrali). Anche il caffè è considerato “un ladro di calcio”. Le maggiori perdite di calcio avvengono attraverso le urine e sono favorite da un eccessivo apporto di sale (2) e di proteine, soprattutto animali (3).

Per questa ragione spesso il bilancio del calcio da latticini risulta sfavorevole nonostante i più elevati entroiti, e predispone a molte disfunzioni fra cui crampi, spasmi, nervosismo, stress, aggressività, osteoporosi. L’assorbimento di calcio è invece stimolato dalla vitamina D, che inoltre è necessaria per fissarlo nelle ossa, e da un pH meno acido a livello del lume intestinale. Di quanto calcio abbiamo bisogno? Le dosi giornaliere raccomandate dalle linee guida internazionali sono attualmente di 800-1.000 mg di calcio, da aumentare a 1.500 mg durante la gravidanza e l’allattamente, ma c’è qualcosa che non torna. Dal The China Study di Campbel apprendiamo che: “la maggioranza dei Cinesi consuma pochissimi latticini oppure nessuno. Essi ingeriscono quantità relativamente piccole di calcio (544 mg in media), ottenute per lo più mangiando vegetali a foglia verde, legumi e cereali. Ciononostante, l’osteoporosi è poco comune in Cina. Il tasso di prevalenza di fratture dell’anca, per esempio, è il 19% di quello degli USA. I dati Cinesi ci aiutano a capire che alle persone serve meno calcio di quello che si crede”. Sembrerebbe quindi che una quantità di calcio compresa fra 500-800 mg al giorno possa essere più che sufficiente per soddisfare i fabbisogni di un individuo in ogni stadio del ciclo vitale, compresa infanzia, gravidanza, allattamento, donne in menopausa, anziani.Osteoporosi, calcio e latticini Se il problema fosse il calcio, perché non si guarisce dall’osteoporosi mangiando latte e formaggi che pur ne contengono?

Innanzitutto perché l’osteoporosi non è propriamente una malattia da carenza di calcio, ma da carenza di tessuto connettivo osseo generato da cattiva alimentazione e sedentarietà. Le vere malattie da carenza di calcio si chiamano rachitismo (nei bambini) e osteomalacia (nell’adulto). Inoltre, il calcio proveniente dai latticini rilascia scorie acide e costringe l’organismo, per mantenere il giusto pH nel sangue e nei tessuti, a ricorrere ai sistemi tampone, che utilizzano proprio il calcio e altri minerali contenuti principalmente nello scheletro (riserva alcalina). Da circa 100 anni abbiamo le prove che le proteine animali riducono la salute delle ossa (4) e sappiamo da tempo che le proteine animali acidificano l’organismo molto più delle proteine vegetali. Significativo è uno studio del 2000 (5) da cui emerge che le donne europee e americane, dai 50 anni in su, nonostante consumino grandi quantità di latticini contenenti calcio, presentano i tassi più elevati a livello mondiale di fratture dell’anca (considerato come attendibile indicatore di osteoporosi). Inoltre, un rapporto redatto nel 1992 da alcuni ricercatori della Yale University (6) ha riassunto i dati relativi all’assunzione di proteine animali e ai tassi di frattura ricavati da 34 indagini condotte in 16 paesi diversi e apparsi in 29 pubblicazioni scientifiche. Da questo rapporto emerge che un impressionante 70% dei tassi di frattura era attribuibile al consumo di proteine animali. Credete ancora alla favola del latte che fa bene alla salute delle ossa? Menopausa e tumori L’evento menopausa diventa influente per l’insorgenza dell’osteoporosi se non si seguono le mosse preventive di cui sopra. Le donne attive che si alimentano bene, a base di cibi vegetali e integrali, con basso o nullo consumo di grassi e proteine animali, risultano più protette, anche se apportano mediamente solo 1/3 del calcio assunto dalle loro coetanee grandi mangiatrici di carne e latticini. Risultano più protette anche da diversi tipi di cancro (tumore al seno in primis), dal rischio di infertilità, dal Parkinson, dall’acne e dal rischio obesità. I vantaggi per certe patologie sono maggiori negli uomini che nelle donne. Nella mia equipe di studio e di ricerca abbiamo evidenze di come lo stato di salute generale migliori eliminando o riducendo le fonti animali di calcio.

Confusione questa assai pericolosa per la salute umana, ma ormai incarnata nell’inconscio collettivo per la gioia delle lobbies alimentari e farmaceutiche. Per fortuna sempre più studi scientifici stanno evidenziando e sottolineando tale rischio, affermando che il latte vaccino non va bene per l’alimentazione umana. L’ennesima ricerca arriva dalla svedese università di Uppsala è ed stata pubblicata su uno dei giornali scientifici più accreditati al mondo, il British Medical Journal. Nello studio vengono presi in esame due grandi coorti composte da 61.433 donne (dai 39 ai 74 anni) e 45.339 uomini (dai 45 ai 79 anni), monitorati per ben 20 anni.

Scritto da Gerardo

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