La prova di Scimpazziamo

(Napoli)ore 13:17:00 del 18/11/2018 - Tipologia: , Videogames

La prova di Scimpazziamo

Se Frantics rimuoveva del tutto l’idea del tabellone di gioco mutuata da Mario Party, Scimpazziamo porta quattro scimmie a dover percorrere una plancia da un punto A ad un punto B, sfidarsi a dei minigiochi di vario tipo, con l’obiettivo di sedersi per pr.

 

La collana PlayLink per PlayStation 4 nasce, nelle intenzioni, come risposta alla necessità di riportare in auge il multiplayer da divano, per così dire. La scommessa è vinta perché, come detto per la recensione di Sapere è Potere: I Decenni, l’idea di affidare gli input allo smartphone ed a tutti quei gesti che ormai sono entrati nell’abitudine di ognuno era effettivamente l’unica per allargare il bacino d’utenza.

Tra gli esponenti del multiplayer “di una volta” il genere dei party game era quello di cui PlayLinkaveva bisogno per rendere la sua offerta ancora più solida, ed è NapNok Games a sopperire a questa mancanza. Lo studio aveva già curato Frantics, un party game buono nelle intenzioni ma non abbastanza ricco di contenuti da risultare troppo longevo, e ci riprova con Scimpazziamoriprendendo quella formula ed aggiustando il tiro, in un certo senso. Quattro scimmie alle prese con minigiochi votati all’azione, alcuni individuali ed altri di squadra, in cui non c’è esclusione di colpi e si rischia di rovinare le amicizie per sempre (o almeno per qualche minuto). Si può chiedere di più?

Welcome to the jungle

Se Frantics rimuoveva del tutto l’idea del tabellone di gioco mutuata da Mario PartyScimpazziamo porta quattro scimmie a dover percorrere una plancia da un punto A ad un punto B, sfidarsi a dei minigiochi di vario tipo, con l’obiettivo di sedersi per primi sull’ambito e pregiato divano dorato (una chicca niente male). Ma non aspettatevi il level design degli ultimi capitoli del party game di Nintendo, perché la definizione “da punto A ad un punto B” e quanto più letterale possibile in questo caso.

I quattro giocatori si sfideranno infatti su un tabellone che è una linea retta, dove non si può sostare in più di uno su una casella, ed il vincitore non è necessariamente chi arriva per primo alla casella finale, ma chi si posiziona più avanti degli altri anche nella stessa casella d’arrivo. L’estetica, invece, ricorda la cura infusa dalla citata concorrenza, perché tutto Scimpazziamo è coloratissimo, costruito con una leggera impronta cartoon che ricorda Sea of Thieves, ed in generale è piacevole da osservare. Anche le animazioni, che solitamente sono la parte più debole delle produzioni PlayLink, stavolta sono realizzate con una maggiore cura, e sono perfette per enfatizzare il dinamismo tipico dei minigiochi proposti.

Il cuore di Scimpazziamo è costituito dai minigiochi, tutto il resto è mero contorno per abbellire il pacchetto. Ogni schermata, ogni indicazione a schermo, persino la simpatica personalizzazione delle scimmie passa in secondo piano: ciò che conta è entrare al più presto nella partita, giocare e poi ricominciare da capo con un tipo diverso di sfida. Scimpazziamo vuole renderlo chiaro fin da subito, ma a parte la procedura iniziale per configurare lo smartphone, forse inizia presto a correre un po' troppo. L'intuitività dell'esperienza di gioco è funzionale al tipo dell'offerta: a Scimpazziamo possono giocare davvero tutti, dal nonno al ragazzino di sette anni, tanto è sufficiente premere un solo tasto sullo smartphone per controllare le scimmiette e aiutarle così nei loro bizzarri compiti. Nei primi minuti le risate sono assicurate, e anche il divertimento, ma ben presto cominciano a saltare all'occhio non pochi difetti.

Tanti contenuti, ma anche alcuni limiti

Scimpazziamo ha tante idee da proporre, ed è un bene per un titolo che conta su una concorrenza ormai agguerrita e che vuole farsi amare da subito da tutti i presenti. I minigiochi proposti sono 18 e i livelli 80, ma purtroppo lasuperficialità è dietro l'angolo sotto tutta una serie di aspetti. Della velocità abbiamo già accennato: quasi sempre Scimpazziamo corre un po' troppo sulla sua strada, rendendo difficile per tutti i presenti capire cosa diamine sia necessario fare per vincere un determinato minigioco. Va bene, basta premere sempre lo stesso tasto, ma il gameplay non è così scontato come potrebbe inizialmente sembrare, e quando un party game si risolve nel "premere tutto pur di fare qualcosa" non è mai un buon segno. Alcuni livelli richiedono di rubare l'ananas ai propri avversari all'interno di una scenario verticale composto da alcune piattaforme: con il tap su smartphone la scimmietta salta, e bisogna farla balzare al momento giusto per evitare che gli altri partecipanti ci rubino il bottino. Altre sfide sono basate sulla pallacanestro: una pressione iniziale e rapida sul telefono serve a puntare la direzione di volo, una sollecitazione prolungata a stabilire l'entità del salto. Arrivare al canestro sani e salvi senza sbattere contro tutti gli altri presenti è un altro paio di maniche: quasi mai entra in azione una vera e propria abilità. Fortuna, caso e caos sono i fattori che dovrete avere dalla vostra parte per vincere in Scimpazziamo, e funziona tutto in modo decente finché la confusione non diventa eccessiva.

A conti fatti la varietà di minigiochi offerta lascia anche spesso a desiderare: in un paio di casi il gioco ci ha proposto per due volte di seguito la stessa identica sfida, appena variata nell'ambientazione. Alcuni minigiochi inoltre sono decisamente più validi di altri, come quello in cui bisogna colorare quanta più superficie possibile in un dato periodo di tempo, in pieno stile Splatoon 2. Anche qui, tuttavia, è tutto troppo casuale, frenetico e confusionario per risultare davvero appagante, mentre in altri casi i controlli di gioco sono o incomprensibili, o spiegati in modo superficiale, o semplicemente inutili: si preme un po' a caso sullo smartphone e vada come deve andare. Un titolo del genere va insomma bene per un paio di serate con gli amici.

 

Scritto da Luca

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