La prova di Metal Gear Survive singleplayer

(Bologna)ore 15:17:00 del 20/01/2018 - Tipologia: , Videogames

La prova di Metal Gear Survive singleplayer

I primi bisogni saranno quelli elementari di cibo e acqua, e infatti le fasi iniziali ricalcheranno in pieno le meccaniche dei giochi survival in cui bisogna ottenere risorse necessarie al proprio sostentamento, pena una progressiva riduzione della propri.

Da quando Konami allontanò Hideo Kojima dalla società era chiaro che il prossimo capitolo di Metal Gear sarebbe stato in un modo o nell’altro controverso. A gettare poi benzina sul fuoco sono state alcune scelte come l’ambientazione in un mondo parallelo popolato da zombie, decisioni non accolte con grande entusiasmo dalla maggioranza dei fan. Vista la data d’uscita prevista in un generico “inizio 2018”, la gamescom di Colonia è l’ultimo grande evento in cui abbiamo potuto ricevere informazioni direttamente da Konami, prima della pubblicazione finale.

NEL MEZZO DEL CAMMIN…

Metal Gear Survive è uno spin-off della serie tradizionale, in cui il protagonista si trova privo di qualsiasi strumento in un mondo parallelo sconosciuto: situazione grama, piuttosto anzichenò. I primi bisogni saranno quelli elementari di cibo e acqua, e infatti le fasi iniziali ricalcheranno in pieno le meccaniche dei giochi survival in cui bisogna ottenere risorse necessarie al proprio sostentamento, pena una progressiva riduzione della propria stamina e dei punti vita.

Lo sviluppatore, che ci ha raccontato alcuni dettagli in più sulla campagna single player, ci ha spiegato come la costruzione della base sarà centrale per tutta l’avventura. L’avatar che potremo creare e personalizzare all’inizio del gioco ha sì come obiettivo quello di tornare a casa, ma prima di tutto dovrà creare intorno a sé un ambiente vivibile; comincerà così raccogliendo e piantando vegetazione locale per non rimanere senza cibo, e financo trovando una fonte d’acqua da cui approvvigionarsi con continuità. Una volta risolti tali problemi, il nostro eroe potrà passare a cercare schematici e materiali per costruire munizioni e armi sempre migliori, e solo successivamente sarà possibile dedicarsi alle missioni della campagna narrativa. Di questa, però, non ci è stato fatto vedere altro che un trailer e quindi non abbiamo impressioni da condividere: didatticamente, si tratterà di fare luce sul mistero per cui si sono aperti i varchi dimensionali tra mondi diversi e di riuscire a invertire il processo per poter tornare a casa.

Nel video non sono stati rivelati nuovi tipi di nemici, che si presume siano quindi sempre zombie, seppur di foggia diversa. I momenti di maggiore pericolo parevano nascere dalla necessità di controllarne orde intere; sembra quindi di essere lontani dalle finezze stealth cui ci ha abituati la serie, anche perché sfuggire all’attenzione di zombie isolati, privi di armi e a cui tra l’altro manca mezza faccia, non è apparsa esattamente questa grande difficoltà.

Puoi costruirlo con Virgil
Al di là di quelle che sono le meccaniche di sopravvivenza, Survive vi chiederà, almeno per le prime ore che abbiamo potuto testare, di lanciarvi verso il recupero di schede di memoria da restituire poi a Virgil, l'intelligenza artificiale che controlla il nostro Campo Base e che ci permetterà di acquisire informazioni sempre più dettagliate sulle vicende collegate alla Mother Base. Nel corso delle varie missioni abbiamo potuto constatare una lodevole intenzione a rendere variegata questa ricerca: dopo le prime molto basate sul trasferimento dal punto A al punto B, le successive ci hanno costretto ad armarci di bombola d'ossigeno per affrontare una tempesta di polvere e a tenere, di conseguenza, d'occhio anche l'indicatore stesso dell'ossigeno a nostra disposizione, o anche ad attivare dei teletrasporti difendendoli dall'assalto di orde di Vaganti. Sono tutti estremisti che se all'inizio affascinano perché impongono al giocatore di tenere d'occhio qualsiasi variante possibile, sul lungo periodo potrebbero effettivamente stancare. Dal punto di vista delle meccaniche di gameplay, escluse queste appena enunciate, Metal Gear Survive si è presentato in un ottimo stato: sfruttando quelle animazioni che avevamo già visto in Metal Gear Solid V, il nostro alter ego si è posizionato sul campo di battaglia in maniera statuaria, convincente e gradevole da utilizzare.

Ovviamente non ci troviamo dinanzi a un action, quindi gli attacchi con armi bianche sembreranno più impacciati che altro: trattandosi di un gioco che vuole mantenere alta la bandiera dello stealth sarà necessario riuscire a interpretare al meglio tale filosofia, che non potrà essere sposata chiaramente quando dovrete scappare da orde inferocite e voi sarete armati di machete. Un ultimo aspetto da tenere in considerazione è legato alla progressione del personaggio: perché se tutto ciò di cui avremo bisogno sarà craftabile, dall'altro lato bisogna tener conto di quelle che sono le statistiche da potenziare. La valuta da sfruttare per le progressioni è l'Energia Kuban, recuperabile dai cadaveri dei Vaganti: la dissonanza con il resto dell'esperienza sta nel fatto che per il recupero del loot basterà una semplice pressione del tasto quadrato, mentre per l'estrazione dell'energia dai cadaveri bisognerà attendere circa quattro secondi, ossia un tempo necessario per farci assalire da altri Vaganti nelle vicinanze. Una scelta che potrà anche essere coerente nel tentativo di esasperare il concetto di survival, ma che non supporta minimamente l'esperienza, almeno all'inizio della nostra avventura. L'Energia Kuban, in ogni caso, sarà fondamentale per l'upgrade di livello e per lo sbocco, quindi, di punti abilità, da riutilizzare per ottenere dei potenziamenti e delle mosse finali per le combo, come per esempio la possibilità di sfoderare un attacco più potente con un'arma a una mano. Un appunto a tal proposito è necessario: abbiamo avuto modo di testare, nuovamente, la modalità multiplayer, della quale abbiamo già ripetutamente parlato nei precedenti hands on ed è stato possibile constatare che con una sola partita il recupero di oggetti e di Kuban è talmente alto da sbeffeggiare in maniera abbastanza inopportuna qualsiasi sforzo compiuto nel single player. Sono diversi gli elementi che dovranno essere approfonditi in sede di recensione, perché le missioni in cooperativa ci sono state proposte senza alcun criterio e all'improvviso, quindi la curva di sviluppo potrebbe essere coerente con se stessa, ma se dovessero essere confermate le ipotesi di queste prime tre ore ci troveremmo dinanzi a un titolo che vanifica il single player e punta inesorabilmente al multiplayer, rendendo vano qualsiasi sforzo in solitaria, a questo punto finalizzato esclusivamente al recupero di cibarie e beveraggio vario da sfruttare in sede di coop.

Scritto da Gerardo

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