La dieta migliora la tua vita: ABUSANE

(Trento)ore 13:05:00 del 30/12/2017 - Tipologia: , Salute

La dieta migliora la tua vita: ABUSANE

La carne? Fa male mangiarla, sostengono alcuni. Stupidaggini, ribattono altri. Le verdure? Vanno acquistate solo quelle prodotte con metodi biologici.

La carne? Fa male mangiarla, sostengono alcuni. Stupidaggini, ribattono altri. Le verdure? Vanno acquistate solo quelle prodotte con metodi biologici. Ma quando mai, replicano altri: si possono comprare anche quelle ottenute con l’agricoltura «tradizionale». Sull’alimentazione, forse mai come oggi, le notizie sono sempre più contraddittorie e si fa fatica a distingue quelle vere dalle fake news. Queste, specialmente nel settore alimentare, possono creare problemi molto seri: dall’allarmismo ingiustificato sino a veri e propri danni per la salute dei consumatori.

«Non si può sostenere che due porzioni di carne bianca o rossa a settimana facciano male ma, proprio da questa enorme confusione, è nata l’idea di scrivere un libro le cui teorie venissero validate da un marchio scientifico, famoso in tutto il mondo, come l’Istituto europeo di oncologia (Ieo) fondato da Umberto Veronesi», dice la giornalista scientifica Eliana Liotta.

Dal 2011 proprio all’Ieo c’è una squadra, chiamata SmartFood, che ha come obiettivi non solo la ricerca nel campo della nutrizione ma anche il contrasto alla disinformazione.

«In questi anni, grazie alla nutrigenomica, una scienza che studia le relazioni tra il cibo e il patrimonio ereditario, si è scoperto che alcuni alimenti possono proteggere il corpo — continua Liotta — forse dialogare con il Dna e bloccare i geni dell’invecchiamento allungando la vita: sono 40, ribattezzati Smartfood».

In pratica «ingannano» l’organismo. «Mangiando questi cibi considerati “intelligenti” è come se non mangiassimo — spiega l’autrice del libro bestseller La dieta Smartfood che da oggi si amplia con la collana Cibo e scienza: la dieta Smartfood in edicola con il Corriere e Oggi — perché mimano gli effetti del digiuno. Gli studi più recenti, dimostrano che meno calorie si assumono, più si vive e più si allontanano le malattie della terza età. I geni dell’invecchiamento, infatti, si attivano anche dopo pasti abbondanti e “ordinano” sia che si ricavi energia nelle cellule sia che si immagazzini tessuto adiposo. Però, proprio l’iperproduzione di energia e l’accumulo di grasso, innescano il decadimento fisico e le malattie legate alla senescenza. Al contrario se c’è carenza di cibo, il corpo usa l’energia disponibile solo per riparare i danni a carico dei tessuti e, dunque, per mantenere la salute».

Questi cibi intelligenti si trovano facilmente in commercio. «Fra i 30 che potrebbero favorire la longevità — racconta Liotta — alcuni sono vanto del nostro Paese come le arance rosse siciliane che, secondo sperimentazioni, impediscono l’accumulo lipidico anche in presenza di una dieta ricca di grassi. Ci sono, tra gli altri, anche gli asparagi, i cachi, i capperi, le ciliegie, le fragole, la lattuga, le melagrane, le melanzane, le mele o il radicchio».

Invece esistono altri dieci alimenti che proteggono l’organismo, allontanano l’obesità e molte malattie croniche. «Sono i cereali integrali, le erbe aromatiche e le spezie, le mandorle e le noci, la frutta fresca, i legumi, l’olio extravergine d’oliva, gli oli di semi spremuti a freddo, i semi oleosi, la verdura e l’acqua — continua —. A questa conclusione La dieta Smartfood è arrivata basandosi su migliaia di ricerche scientifiche».

Questo tipo di dieta prevede un approccio graduale e due fasi. «Nella prima, detta start, si fanno delle autovalutazioni — dice Liotta — dal peso al test alimentare; mentre, nella seconda, detta smart, c’è una guida per mettere in pratica gli schemi con le porzioni consigliate. Nessun cibo è escluso, men che meno pane e pasta. Si privilegiano quelli provenienti dal mondo vegetale ma in tavola si possono portare le proteine animali: dal pesce alle uova, dai formaggi alla carne».

Di certo, bisogna cambiare approccio mentale già quando si fa la spesa: «Il dubbio non deve essere più cosa cucinare come primo o secondo ma quali tipi di verdure portare in tavola».

Da: QUI

Scritto da Gregorio

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