Italia a PEZZI come se avesse perso una GUERRA: cosa e' successo VERAMENTE?

(Napoli)ore 19:13:00 del 12/11/2018 - Tipologia: , Denunce, Economia

Italia a PEZZI come se avesse perso una GUERRA: cosa e' successo VERAMENTE?

Ci prospettarono un gioioso approdo ai lidi dell’Europa unita: nuova terra promessa dove scorre latte e miele..

Ci prospettarono un gioioso approdo ai lidi dell’Europa unita: nuova terra promessa dove scorre latte e miele. L’Italia consegnò a questa mitica entità, “l'Europa” (in pratica a Paesi stranieri che perseguono con decisione i loro interessi nazionali), le chiavi di casa: la sovranità monetaria, gran parte della sovranità politica ed economica. In sintesi la nostra indipendenza.

Così è stato fatto senza che gli italiani (e gran parte dei politici) si rendessero ben conto di cosa significava. Per anni siamo stati anestetizzati da una retorica, ancora dominante, che celebra “le magnifiche sorti e progressive” della UE.

Ma oggi, dopo 20 anni, ci ritroviamo a pezzi come dopo una guerra perduta e il conto da pagare è salato. Da quarta potenza industriale del mondo siamo passati ad essere il lumicino di coda dell’Europa. Oggi siamo un paese smarrito, depauperato, a sovranità dimezzata e pure in pieno crollo demografico.

La novità degli ultimi tempi è la rabbia e l’indignazione dovute al peggioramento delle nostre condizioni di vita, da cui peraltro è scaturito il voto del 4 marzo.

Ma è spesso una rabbia che non sa risalire alle cause vere del nostro disastro. Un pò come scriveva nel suo “1984” George Orwell: “Perfino quando in mezzo a loro serpeggiava il malcontento, questo scontento non aveva sbocchi perché privi com'erano di una visione generale dei fatti, finivano per convogliarlo su rivendicazioni assolutamente secondarie. Non riuscivano mai ad avere consapevolezza dei problemi più grandi”.



E’ uno dei limiti della cultura politica del M5S, quella che – per esempio – ritiene che il problema sia rappresentato dai vitalizi dei politici o dalle auto blu o dalle cosiddette “pensioni d'oro”.
Ma c’è una parte di loro che a volte si avvicina a un'altra narrazione che sta affermandosi e che offre un quadro d’insieme di ciò che è accaduto all'Italia negli ultimi trent'anni.

La si potrebbe identificare in sostanza con l’elaborazione del professor Alberto Bagnai e di molti altri economisti, giuristi, intellettuali oggi definiti sbrigativamente “sovranisti”.

Questa scuola di pensiero (che è molto forte nella Lega e in FdI) spiega per esempio che l’esplosione del nostro debito pubblico – a causa del quale si chiedono da anni continui sacrifici – non è dovuta all'escalation improvvisa della spesa pubblica improduttiva (come vuole la narrazione dominante, secondo cui viviamo al di sopra dei nostri mezzi), ma è dovuta proprio ai primi passi della moneta unica europea, ovvero l’adesione allo Sme e il divorzio fra Banca d’Italia e Tesoro del 1981.
Da quel momento sono stati i “mercati a decidere a quali condizioni il governo della Repubblica italiana (…) dovesse finanziarsi” (Bagnai). Tutto si fece più costoso.

In effetti nel 1980 il rapporto debito/Pil dell’Italia era al 56,8 per cento (quindi supervirtuoso) ed eravamo da decenni ai primi posti per crescita economica nel mondo, mentre dopo il 1981 di colpo il debito è esploso e, in quattordici anni, nel 1994, era già al 121,8 per cento del Pil. Con l’euro siamo andati ancora peggio.

Si potrà contestare questa scuola di pensiero, ma non trasformando l’UE e la moneta unica in un dogma religioso indiscutibile. Occorrono argomenti.

Egualmente quando la scuola “sovranista” indica gli effetti devastanti dei Trattati di Maastricht con le connesse privatizzazioni e le politiche “lacrime e sangue” che, invece di risanarlo, hanno messo in ginocchio il Paese facendo aumentare pure il debito.

Secondo il pensiero dominante l'Ue è una grande opportunità che abbiamo sprecato e dovremmo chiedere addirittura “più Europa”.

Invece secondo gli altri (cito parole di qualche tempo fa di Luciano Barra Caracciolo, giurista, diventato poi sottosegretario) “l’Europa ci porta alla morte. Abbiamo perso un terzo del manifatturiero e oltre il 25 per cento della produzione industriale. Bisogna uscire dall'eurozona. Altrimenti diventeremo un Paese deindustrializzato e del Terzo mondo come Romania e Bulgaria. È una lotta contro il tempo”.

Servirebbe un confronto vero fra chi ritiene (ancora) che la Ue e l’euro siano una grande occasione e chi afferma che sono costati all'Italia quanto una guerra perduta. Una cosa però è certa: il disastro di questi 30 anni.

Da: QUI

Scritto da Luca

NEWS PRINCIPALI
CO2: il gas che non inquina utilizzato per aumentare le tasse
CO2: il gas che non inquina utilizzato per aumentare le tasse
(Napoli)
-

L’ecologismo della CO2 è il proseguimento dell’austerità con altri mezzi
Dalla carbon tax alla tassa sul diesel in Francia, a quella sui veicoli a...

Le 10 LINEE FERROVIARIE PEGGIORI D'ITALIA
Le 10 LINEE FERROVIARIE PEGGIORI D'ITALIA
(Napoli)
-

Chi viaggia in treno ha vita difficile in Italia. Lo dice il nuovo rapporto Pendolaria 2018 di Legambiente. Nel nostro paese infatti sono ancora troppe le opere incompiute che potrebbero migliorare gli spostamenti di 12 milioni di italiani, un quinto dell
Chi viaggia in treno ha vita difficile in Italia. Lo dice il nuovo rapporto...

Incendio Tmb Salario  : nube nera tossica su Roma
Incendio Tmb Salario : nube nera tossica su Roma
(Napoli)
-

Incendio all’impianto di trattamento dei rifiuti di via Salaria a Roma, il Tmb al centro di molte contestazioni da parte dei cittadini
Un incendio è divampato all'alba nell'impianto di trattamento...

Prestiti in Svizzera per italiani: la guida
Prestiti in Svizzera per italiani: la guida
(Napoli)
-

Prestiti personali privati frontalieri. Principalmente stiamo parlando dei prestiti inerenti alla Svizzera, per gli italiani.
 Sono diversi i documenti necessari per poter usufruire di questi prestiti, ed...

Come le SOSTANZE TOSSICHE hanno influito sulla tua FERTILITA'
Come le SOSTANZE TOSSICHE hanno influito sulla tua FERTILITA'
(Napoli)
-

“Le sostanze tossiche hanno rotto le palle”, così si chiama il primo studio dello sperma degli uomini italiani che mira a valutare quanto la contaminazione ambientale incida sull’infertilità
“Le sostanze tossiche hanno rotto le palle”, così si chiama il primo studio...



Italia Blog | Contatti | Sitemap articoli

2013 Italia Blog - Tutti i diritti riservati