Generare temporali a comando. Il folle progetto di Teller

(Bologna)ore 16:23:00 del 17/10/2018 - Tipologia: , Denunce, Scienze

Generare temporali a comando. Il folle progetto di Teller

Tutto pianificato a suo tempo, già nel 1997, durante il convegno di Erice, dove fu presentato il folle progetto Teller, poi messo in pratica nell’Europa..

Tutto pianificato a suo tempo, già nel 1997, durante il convegno di Erice, dove fu presentato il folle progetto Teller, poi messo in pratica nell’Europa. Mister Berlusconi e mister Bush, il 19 luglio 2001, a Genova, durante la mattanza dei pacifisti, hanno siglato un accordo segreto per la sperimentazione climatica – come stabilito peraltro dall’articolo 2 della previdente legge 36 del 1994 – a cui aderiscono, università, centri di ricerca, industrie, mass media. Così, mediante un pretesto (la scarsità idrica) dopo aver affinato le tecniche (prima sperimentazione in Sardegna negli anni ’60: Nasa e Max Planck Institute) hanno messo in campo i professionisti della morte. Aerosolchemioterapia bellica: scie chimiche che si sciolgono in piogge tossiche. Quindi, oggi, non vi meravigliate se il cielo è stato sempre più trasformato in una gigantesca camera a gas, dai velivoli più o meno mascherati (con livree civili) della NATO. Infine, non vi lamentate se un disastro innaturale (uragano, tempesta o altro) devasta, un giorno sì e l’altro pure, il territorio in cui sonnecchiate. Il problema cruciale è piuttosto l’inerzia della gente, che lascia compiere questi crimini, a discapito della propria vita e di quella dei rispettivi figli, senza muovere un dito. Esatto: ci usano come cavie. Quando le masse di consumatori ebeti si ridesteranno dal letargo bulimico, forse sarà troppo tardi.

fonte:

http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/showText?tipodoc=Sindisp&leg=14&id=32347

“… che l’attuale situazione di carenza di risorse idriche – come universalmente riconosciuto – trae origine soprattutto dalle variazioni climatiche che hanno interessato e presumibilmente continueranno ad interessare l’Italia ed altri Paesi… che il governo Berlusconi si è preoccupato della situazione costituendo presso il Ministero dell’ambiente e per la tutela del territorio un Comitato di Ministri (Ambiente, Politiche agricole e Infrastrutture) con lo scopo di superare l’emergenza idrica e per avviare un «progetto acqua», diretto soprattutto all’Italia meridionale;

che tale Comitato, come detto in un comunicato del 3 maggio 2002, avvierà, tra l’altro, «un serio programma di attivazione della pioggia»;

che esistono in Italia esperienze in materia di stimolazione artificiale della pioggia dovute alla Tecnagro (Associazione per le innovazioni tecnologiche, l’agricoltura e l’ambiente) con il suo «progetto pioggia» quasi ventennale. Questa tecnologia, della quale Israele è maestro, era stata importata in Italia nel 1985 ed era stata esplicitamente indicata nelle conclusioni di un’indagine conoscitiva del Senato della Repubblica sull’acqua; era stata il cuore del Convegno mondiale delle Nazioni Unite affidato alla Tecnagro e svoltosi a Paestum (Salerno) nel 1994; era chiaramente indicata nella fondamentale legge Galli (5 gennaio 1994, n. 36), realizzata in pratica con due centri fissi ed uno mobile della Tecnagro per la stimolazione della pioggia (Puglia, Sicilia e Sardegna) con piccoli aerei attrezzati e tecnici capaci; che questo è il primo ed unico sforzo organico e continuativo, che si è avvalso in pieno della collaborazione degli israeliani, avviato nel 1984 dalla Tecnagro la quale, impegnata a fondo nella ricerca di soluzioni alla problematica dell’acqua per l’agricoltura del Mezzogiorno, da allora ha studiato, sperimentato ed attuato in varie regioni meridionali il ricordato «progetto pioggia»;

che si tratta in sostanza di un progetto volto a trasferire le tecnologie israeliane di stimolazione della pioggia nel Sud dell’Italia, adattandole e mettendole a punto in relazione alle situazioni del paese, nato per l’impulso iniziale della regione Puglia, esteso poi alla Sicilia, Sardegna e Basilicata, divenuto di interesse nazionale e pertanto cofinanziato dal Ministero…

che l’Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) seguiva fin dall’inizio il progetto con grande interesse, perché era il primo caso (ad oggi l’unico) di applicazione organica della tecnologia israeliana – che l’OMM valutava essere la migliore – al di fuori dell’ambiente, in fondo limitato, di Israele;

che l’anno 1995 costituiva però un vero «spartiacque» per il progetto pioggia italiano che veniva bloccato dai politici, togliendogli ogni possibilità di farlo diventare una normale attività operativa almeno nel Mezzogiorno d’Italia e quindi di fornire in questi anni qualche miliardo di metri cubi di pioggia in più;

che la Tecnagro – a sue spese – continuava in Italia nell’attività di analisi e ricerche sui dati, nella manutenzione dei centri radar, nella sequenza ininterrotta di incontri e nell’organizzazione di convegni con appelli rivolti in particolare ai politici di turno a livello nazionale «con l’incredibile disinteresse», come denunciato in un volume di documentazione dal Presidente della Tecnagro Massimo Bartolelli, «del Ministero dell’ambiente e l’ostilità degli ultimi 4-5 Ministri dell’agricoltura»,

gli interroganti, con particolare riferimento alla attivazione dell’annunciato «serio programma nazionale per la stimolazione delle precipitazioni», chiedono di sapere se il Comitato dei Ministri intenda avvalersi delle esperienze e dei risultati ottenuti dalla Tecnagro con il suo «progetto pioggia» e portare così a conclusione una iniziativa meritoria e indispensabile per l’agricoltura meridionale…”

Da: QUI

Scritto da Gerardo

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