FALLIMENTO INTER: i soldi non ti danno un PROGETTO!

(Milano)ore 09:37:00 del 07/04/2017 - Tipologia: , Calcio

FALLIMENTO INTER: i soldi non ti danno un PROGETTO!

Gli acquisti modello album delle figurine non servono. Serve un progetto tecnico.  In realtà l’Inter non sarebbe ancora fuori dalla Champions.

Gli acquisti modello album delle figurine non servono. Serve un progetto tecnico. 

In realtà l’Inter non sarebbe ancora fuori dalla Champions. È solo che ci vorrebbero: a) una rimonta clamorosa b) un suicidio collettivo tra Napoli, Roma (Lazio) e persino Bergamo (Atalanta). Una cosa pure possibile, dato che le partite da giocare sono ancora otto e ci sono diversi scontri diretti (Inter-Napoli, Lazio-Napoli). Ma è vero pure che c’è Inter-Milan. E che i nerazzurri, ieri sera, hanno perso un’occasione troppo grande perché non pesi sul serio sulla testa, oltreché sulla classifica. Che dice -9 e +1 sul Milan. Il tempo, il realismo e il fatto che Inter-Sampdoria sia finita 1-2 suggeriscono di guardare indietro. Davanti è troppo lontano.

de Boer, Pioli

Stefano Pioli è stato bravissimo. 38 punti in 18 partite sono una proiezione di circa 80/82 in un intero campionato. Per come si era partiti con de Boer, c’è da stappare lo champagne riserva. Però, come dire: all’Inter manca qualcosa. E non è che manca qualcosa da oggi. Manca qualcosa da sempre, e manca comunque. Al di là dell’uomo in panchina. Se de Boer ha avuto la grande colpa di voler introdurre in Italia un sistema troppo strutturato in un tempo troppo ristretto, Pioli ha potuto premere sull’acceleratore dell’intensità fino a un certo punto.

Dopo, sono venute fuori le mancanze di un organico che a tutti era parso livellato molto più in alto del sesto posto. Che probabilmente ha una posizione ridimensionata rispetto al suo reale valore, ma che ha sempre fallito il salto di qualità definitivo. E che in mancanza di qualche miracolo a tempo scaduto o quasi (che capitano a tutti, eh), vedasi Bologna e Udine, sarebbe ancora più lontano dal vertice.

Raccontare e giudicare il mercato

Tutto questo per arrivare a dire che: una cosa è fare il mercato bene, in un certo modo, seguendo un progetto. Un’altra è fare tipo album di figurine. Una cosa è seguire un progetto tecnico e tattico assecondando le richieste di un allenatore, un’altra è comprare calciatori. L’Inter di Suning diventerà giocoforza una potenza del calcio italiano. Economicamente, questo cinesi sono forti davvero. Prima di tutto, esistono. Poi si inseriscono, in attesa dei confratelli-Godot (eventualmente, probabilmente, forse sì oppure chissà) rossoneri, in quello spazio narrativo del ritorno in auge del calcio milanese che è un po’ la panacea di tutti i mali del nostro campionato. Quindi, figurarsi la felicità del comparto media.

Però, come dire: dall’Inter al Napoli, o alla stessa Roma, figurarsi alla Juventus, c’è ancora tanta strada. C’è di mezzo l’inizio di un progetto tecnico reale, di sostanza, fatto con la testa e non con i soldi e basta. Dato in mano a Pioli, ma per davvero. Sì, qualcuno obiettare che l’ex tecnico della Lazio è arrivato dopo e quindi non ha potuto impostare per cause di forza maggiore. Ma già si parla di una sua destituzione, perché Suning vuole il nome grosso. Simeone, Conte. La delegittimazione del lavoro sul campo, appunto. L’idea che il mercato, anche quello dei tecnici, possa valere più di quello che viene fatto ad Appiano Gentile.

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Scritto da Gregorio

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