Etiopia: il massacro italiano NASCOSTO DA SEMPRE

(Cagliari)ore 22:32:00 del 14/10/2017 - Tipologia: , Cronaca, Cultura, Denunce, Esteri

Etiopia: il massacro italiano NASCOSTO DA SEMPRE

Tra polemiche e controversie intorno alla diga Gibe III, cresce il numero delle vittime in Etiopia. Nell’ultimo rapporto, viene rivelato che sono centinaia le persone che hanno subito violenze, omicidi e stupri. La “colpa” è quella di opporsi alla costruz.

ETIOPIA: ADULTI LEGATI AGLI ALBERI E FUCILATI, BAMBINI E BESTIE GETTATI NEI FIUMI, CADAVERI DATI IN PASTO ALLE IENE E UN VILLAGGIO SURI RASO AL SUOLO. DEI 154 ABITANTI SOLO SETTE I SOPRAVVISSUTI. TUTTO PER UNA DIGA: LA GIBE4 ITALIANA.

Tra polemiche e controversie intorno alla diga Gibe III, cresce il numero delle vittime in Etiopia. Nell’ultimo rapporto, viene rivelato che sono centinaia le persone che hanno subito violenze, omicidi e stupri. La “colpa” è quella di opporsi alla costruzione del colosso idroelettrico per difendere la propria terra.

Nella valle dell’Omo, patrimonio dell’Unesco, un conflitto silenzioso iniziato 7 anni fa continua a mietere vittime. Non è uno di quei conflitti che ai grandi eserciti europei interessa risolvere. Si tratta di una guerra indetta e gestita dal “progresso”, se così è lecito chiamarlo. Nel luglio 2006 il governo etiope, attraverso la EEPC (Ethiopian Electric Power Corporation) appalta, ma senza bando né gara, alla Società italiana Salini Costruttori la realizzazione della terza diga che porta il nome di GIBE.

“Ispirata ai principi dello sviluppo sostenibile, fa leva sull’innovazione tecnologica e organizzativa e sullo straordinario patrimonio umano e professionale di cui dispone, per sviluppare soluzioni costruttive, capaci di valorizzare le risorse dei territori e di contribuire alla crescita economica e sociale dei popoli”, è la mission che la Salini dichiara sul proprio sito. La diga sarà un gigante di cemento in grado di produrre 6.500GWh all’anno. Energia da immettere nel sistema elettrico nazionale e da rivendere a caro prezzo alla nazione più vicina: il Kenya.

Autorizzazione fuorilegge

Nonostante l’ordinamento giuridico di Adis Abeba preveda che prima dell’approvazione del progetto debba essere effettuata una valutazione sull’impatto ambientale e sociale, il  governo dà il via libera al magnate italico di deporre la prima pietra. La stampa non ne parla e il grido silenzioso dei 500mila abitanti della valle resta sommerso. Soltanto nel 2008 l’EPA (Ethiopian Environmental Protection Authority) dà ufficialmente il via libera ai lavori dopo aver ricevuto un dossier del CESI – guarda caso un’agenzia milanese, che definisce l’impatto ambientale legato al progetto “trascurabile” o addirittura “positivo”.

Il Cesi si è però impegnato a trascurare l’uso delle terre limitrofe alla diga da parte dei contadini locali, piuttosto che come funzioneranno i futuri piani di regolazione delle piene e delle irrigazioni artificiali. Lo studio dell’agenzia milanese non parla nemmeno lontanamente della futura situazione del lago Turkana, oltre il confine con il Kenya, che dall’Omo riceve il 90% delle sue acque.

La diga porterà alla siccità e alla fame interi villaggi

Eppure gli studi di settore effettuati da una serie di Ong dicono l’esatto opposto. “La diga altererà in modo drammatico i flussi stagionali dell’Omo e avrà un enorme impatto sui delicati ecosistemi della regione e sulle comunità indigene che abitano lungo le sponde del fiume fino al suo delta, al confine con il Kenya.

La portata dell’Omo subirà una drastica riduzione. Il fenomeno interromperà il ciclo naturale delle esondazioni che periodicamente riversano acqua e humus nella valle alimentando le foreste e rendendo possibile l’agricoltura e la pastorizia nei terreni rivivificati dalla acque. Tutte le economie di sussistenza legate direttamente e indirettamente al fiume collasseranno compromettendo la sicurezza alimentare di almeno 100.000 persone.”

Trasferimenti forzati e massacri

E così le popolazioni locali sono state costrette a un processo di “villaggizzazione” come lo hanno definito le autorità locali. Un vero e proprio trasferimento forzato di intere tribù come i Mursi, i Bodi e i Kwengu in campi di reinsediamento. Violenze fisiche e morali sono i mezzi di coercizione che accompagnano questo rastrellamento. Grazie a un servizio della Cnn è emerso un reportage a dir poco agghiacciante. Adulti legati agli alberi e fucilati, bambini e bestie gettati nei fiumi, cadaveri dati in pasto alle iene e un villaggio Suri raso al suolo. Dei 154 abitanti solo sette i sopravvissuti.

Stephen Corry, direttore generale di Survival International, ha dichiarato: “Questa mappa rivela quello che il governo etiope voleva nascondere, ovvero l’intenzione di reinsediare le tribù della bassa valle dell’Omo. Tenendo conto anche delle numerose segnalazioni che ci sono pervenute su sfratti violenti e intimidazioni, l’obiettivo finale del governo è divenuto ormai lampante, così come il suo rifiuto di rispettare i fondamentali diritti di chiunque si ritrovi sulla sua strada.”

Gli appelli che chiedono di interrompere questo scempio sono molteplici. Tra i primi è stata l’Unesco, a seguire Survival International, Campagna per la Riforma della Banca Mondiale, Counter Balance coalition, Friends of Lake Turkana e International Rivers. E’ stato creato il sito stopgibe3.it dove sono disponibili informazioni e news sulla situazione e Survival.it ha lanciato una petizione per impedire il continuo di questa strage.

Da: Jeda

Scritto da Carmine

NEWS PRINCIPALI
Come i partiti sono penetrati nelle SCUOLE e le hanno DISTRUTTE
Come i partiti sono penetrati nelle SCUOLE e le hanno DISTRUTTE
(Cagliari)
-

Uno degli aspetti maggiormente rilevanti sul piano storico  è la stretta correlazione che ci fu tra il partito comunista e l’estrema sinistra.
Uno degli aspetti maggiormente rilevanti sul piano storico  è la stretta...

Cozze pericolose: contaminazione batteria in tutta Italia
Cozze pericolose: contaminazione batteria in tutta Italia
(Cagliari)
-

Cozze ritirate dal mercato: è scattato in questi giorni in tutta Italia l’allarme per le cozze vive refrigerate che, secondo le analisi condotte sui mitili, sarebbero contaminate oltre i limiti consentiti dalla legge dal batterio Escherichia Coli.
Cozze ritirate dal mercato: è scattato in questi giorni in tutta Italia...

Forno a microonde: tutte le malattia collegate
Forno a microonde: tutte le malattia collegate
(Cagliari)
-

Durante la Seconda Guerra Mondiale , due scienziati hanno inventato un tubo a microonde chiamato magnetron .
Durante la Seconda Guerra Mondiale , due scienziati hanno inventato un tubo a...

'Sei italiano? Non mi servi'! Ecco a cosa servono veramente gli IMMIGRATI
'Sei italiano? Non mi servi'! Ecco a cosa servono veramente gli IMMIGRATI
(Cagliari)
-

Nelle campagne della provincia bresciana è stata condotta un’inchiesta giornalistica, pubblicata dal Giornale di Brescia: c’è posto, per un italiano, come lavoratore agricolo?
Nelle campagne della provincia bresciana è stata condotta un’inchiesta...

Formigoni, nuovo processo per presunte tangenti nella sanita'
Formigoni, nuovo processo per presunte tangenti nella sanita'
(Cagliari)
-

Nuovo processo per corruzione e turbativa d’asta nei confronti dell’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni.
Nuovo processo per corruzione e turbativa d’asta nei confronti dell’ex...



Italia Blog | Contatti | Sitemap articoli

2013 Italia Blog - Tutti i diritti riservati