DiRT Rally 2.0: guida passo passo

(Trento)ore 09:43:00 del 06/10/2018 - Tipologia: , Videogames

DiRT Rally 2.0: guida passo passo

Non è stato un percorso facile e immediato: da una parte con il limite dei mezzi computazionali che generazionalmente parlando a livello di fisica e CPU iniziano a soffrire e dall’altra con le difficoltà che si affrontano nella sintesi di un modello di gu.

 

Oramai è chiaro. Come esistono giocatori hardcore e casual gamer, devono esistere anche giochi appositamente pensati per ognuna delle due categorie, soprattutto in determinati generi. Tralasciando aiuti e curva di apprendimento che possono ammorbidire l’esperienza, è sempre più difficile per gli sviluppatori trovare un punto di incontro che sappia soddisfare contemporaneamente tutti.

Codemasters ci ha provato con DiRT 4, legato alle serie “sim-arcade” nel nome, nelle modalità e in qualche trovate di game-design (tra cui i circuiti procedurali), ma con il motore di gioco direttamente ereditato dall’ottimo engine della serie “total sim”, Rally.
Evidentemente il risultato non è stato quello sperato, dato che piuttosto che riunire tutto sotto un unico tetto e portare avanti questa visione, siamo stati chiamati a Londra per l’evento di presentazione di DiRT Rally 2.0, titolo totalmente votato alla simulazione pronto per evolvere la formula apprezzatissima del precedente capitolo.

DiRT Rally 2.0, da piloti per piloti

Con il bagaglio dell’esperienza dalla loro, i ragazzi di Codemasters hanno chiamato in aiuto piloti reali che, in qualità di model tester, hanno lavorato con l’unico obiettivo di potenziare la fisica e renderla così il più possibile vicina alla controparte reale. Non è stato un percorso facile e immediato: da una parte con il limite dei mezzi computazionali che generazionalmente parlando a livello di fisica e CPU iniziano a soffrire e dall’altra con le difficoltà che si affrontano nella sintesi di un modello di guida efficace e univoco a partire da tracciati e veicoli così diversi.

In particolare si è lavorato per plasmare le dinamiche di frizione fra pneumatici e asfalto, non solo considerando i coefficienti di attrito, ma aggiungendo il diverso affondo che le ruote compiono sui rispettivi fondi. Si è poi passati alla questione pesi, fondamentale per realizzare le diverse manovre tipiche della disciplina rallystica, anch’essi migliorati in maniera netta.

Ciò da una parte complica il sistema di guida, ma solo fino a un certo punto. Le novità introdotte, infatti, restituiscono dall’altra un feeling passo a passo più vicino a quello di un auto reale, e più noto a coloro che guidano per davvero, con le opportune ed ovvie distinzioni da fare con la guida stradale.

Niente da fare allora: schiena dritta e massimo impegno sia profuso che richiesto, per un videogioco alquanto esigente, deliberatamente non destinato a chiunque - nonostante esistano comunque veicoli più o meno adatti ad apprendere le meccaniche base, e al netto di una serie di tutorial live action che verrano diffusi via social, per i temerari desiderosi di imparare i segreti del rally partendo dai fondamentali.


La fisica credibile e il modello di guida inattaccabile sono tuttavia elementi sì indispensabili ma di per sé non sufficienti ad assicurasi la gloria ambiziosamente ricercata da Codemasters: ecco perché la ricetta di DiRT Rally 2.0 prevede anche un certo tipo di attenzione alle performance e alle licenze, fattori che possono fare la differenza tra un titolo interessante e uno davvero degno di nota. In materia di prestazioni, si segnalano i 60 frame al secondo anche su PlayStation 4 e Xbox One, con ulteriori incrementi della risoluzione fino a 4K su PS4 Pro e Xbox One X: per quanto la resa grafica non sia francamente al livello dei pesi massimi del genere (specie in termini di dettaglio e di impatto globale), è comunque confortante sapere di poter contare su una fluidità assoluta, senza cedimenti nel framerate e con anzi una reattività invidiabile. Il discorso contenuti prevede invece sei location particolarmente iconiche - al momento sono stati annunciati stage in Nuova Zelanda e in Argentina - e le prime otto tappe del calendario ufficiale del campionato FIA World Rallycross, con tanto di relative squadre aggiornate al 2018. Il tutto avendo a disposizione oltre cinquanta veicoli, con anche mezzi d'epoca presi dagli anni '80 e '90.

Come però è stato esplicitamente sottolineato a più riprese, l'intenzione è quella di rendere DiRT Rally 2.0 un prodotto in continua evoluzione, anche e soprattutto a seconda dei desideri della community: Codemasters si è dichiarata infatti pronta ad ascoltare le richieste dei fan e a procedere di conseguenza nei mesi a venire (ad esempio, Ross Gowing si è detto disponibile a rimettersi al lavoro su una corposa modalità VR, qualora sia effettivamente quella la direzione da intraprendere secondo gli appassionati). Scopriremo ad ogni modo il destino di DiRT Rally 2 a partire dal prossimo 26 febbraio, quando il racing game debutterà su PlayStation 4, Xbox One e PC.

 

Scritto da Gregorio

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