Dieta Okinawa per dimagrire e vivere di piu': PER DONNE

(Novara)ore 22:40:00 del 03/05/2019 - Tipologia: , Salute

Dieta Okinawa per dimagrire e vivere di piu': PER DONNE

È la dieta della longevità in versione giapponese. Un regime alimentare con poche proteine, tanti vegetali e un ingrediente star: la patata dolce .

Okinawa è l’arcipelago a sud del Giappone famoso per la dieta della longevità, chiamata anche dieta di Okinawa. Qui, infatti, il numero di ultra centenari è altissimo, il più alto del mondo secondo l’Okinawa Research Center for Longevity Science (ORCLS). A parlare per la prima volta di questa “Cilento” asiatica è stato Dan Buettner sul National Geographic. L’ha definita «la patria delle donne più longeve del mondo», tutte con meno malattie cardiache, cancro e demenza senile rispetto alle donne che vivono negli Stati Uniti.

Infatti, secondo un articolo successivo in cui Buettner ha descritto lo stile di vita di Okinawa, gli abitanti di quest’isola giapponese soffrono solo di un quinto del tasso di malattie cardiovascolari, cancro al seno e alla prostata, e meno della metà del tasso di demenza senile che colpisce gli americani.

Sicuramente lo stile di vita e l’ambiente hanno una incidenza molto importante, ma qualcosa di buono gli abitanti di Okinawa devono pur farlo: mangiare sano. Seguono una dieta ricca di verdure, in particolare di patate dolci arancioni e viola, che sono un caposaldo della loro tradizione agricola e culinaria. Gli alimenti vegetali rappresentano il 90% dell’alimentazione, con meno dell’1% proveniente da carne e latticini. La carne e il pesce sono considerati un contorno e quindi vengono mangiati in piccole quantità. Al loro posto assumono proteine ​​a base di soia, come i fagioli e il tofu che viene spesso assunto insieme a verdure saltate in padella in un piatto tradizionale chiamato Chanpurū. Secondo gli esperti questa è una dieta antinfiammatoriaad alto contenuto di antiossidanti e bassa in calorie. E proprio l’abbondanza di sostanze nutritive potrebbe essere la ragione della lunga vita degli abitanti di Okinawa.

Quest’isola è per il Giappone quello che è il Cilento per l’Italia e per la dieta Mediterranea. Le basi della piramide alimentare (più che di dieta si trata di uno stile di alimentazione) sono pressoché le stesse: molte verdure e proteine vegetali, pochi alimenti di derivazione animale come carne e latticini, e zero cibi trasformati. A caratterizzare la dieta di Okinawa è il principio 80-20. Ovvero non mangiano finché sono completamente sazi, ma si fermano prima, a circa l’80%. La restrizione calorica dovrebbe alterare il segnale energetico della cellula, in modo che il corpo dedichi più risorse alla conservazione e alla manutenzione, come la riparazione del DNA, piuttosto che alla crescita e alla riproduzione, limitando lo stress ossidativo causato dai sottoprodotti tossici del metabolismo che può provocare danni cellulari.

Come incorporare la dieta di Okinawa alla propria routine? Attraverso l’aggiunta di alimenti a base vegetale come le patate dolci (che sono ad alto contenuto di flavonoidi, vitamina C, fibre e cartenoidi), soya, ravanelli, funghi e carote. Inserendo erbe come la curcuma e l’artemisia e in generale puntando sulle piante rispetto ai cibi processati. In questo modo l’alimentazione è ricca di fibre e carboidrati con basso contenuto di calorie e grassi, fattori che aiutano la perdita di peso. Gli abitanti di Okinawa assumono circa 1200 calorie al giorno, una percentuale, che però, è molto bassa per essere adattata ai nostri fabbisogni: «Questa dieta a base vegetale dà molti benefici, ma prima di intraprenderla è importante capire quali sono i lati negativi. Visto che i pasti sono a basso contenuto di carne, latticini e cereali integrali, potrebbero venire a mancare alcuni nutrienti come le vitamine B e D, il calcio e il ferro», ha detto a Self Melissa Rifkin, nutrizionista. «Questa dieta è anche ricca di soia, che potrebbe non essere l’ideale per alcune popolazioni». (Sui livelli sicuri di soia e il suo effetto sul sistema endocrino non ci sono ancora studi concordi). «Una cosa è certa, però, dovremmo fare come agli abitanti di Okinawa e iniziare a mangiare più cibi che vengono dalla terra e meno prodotti trasformati».

Da: QUI

Scritto da Gerardo

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