Bergoglio: il Papa che facciamo fatica a chiamare..Papa...

(Firenze)ore 18:38:00 del 02/09/2017 - Tipologia: , Denunce, Editoria, Sociale

Bergoglio: il Papa che facciamo fatica a chiamare..Papa...

Il suo tema cruciale non è il rapporto tra l’uomo e Dio, il mistero della fede e della resurrezione, l’anima immortale e Nostro Signore Gesù Cristo. Ma è l’accoglienza, i migranti, il soccorso ai poveri di tutto il mondo, il dialogo coi non credenti, o co.

Il suo tema cruciale non è il rapporto tra l’uomo e Dio, il mistero della fede e della resurrezione, l’anima immortale e Nostro Signore Gesù Cristo. Ma è l’accoglienza, i migranti, il soccorso ai poveri di tutto il mondo, il dialogo coi non credenti, o coi credenti d’altre religioni, a partire dagli islamici, la voglia di compiacere i media e lo Spirito del Tempo, più che lo Spirito Santo.

È un papa estroverso, cioè ad uso esterno, che avvicina i lontani e allontana i vicini; anzi, a essere più precisi o caustici, che vorrebbe avvicinare i lontani ma intanto allontana i vicini, ossia i credenti e gli ipocredenti, i praticanti flebili e incerti.

Per carità, capisco che un Papa si richiami allo spirito originario del Vangelo e faccia prevalere le ragioni dell’umanità sulla realtà di una nazione, uno stato, una comunità. Lo faceva anche Giovanni Paolo II, e con compassata sobrietà anche Benedetto XVI.

Ma Bergoglio fa un passo in più e si accoda all’ideologia dello sconfinamento di popoli, di culture, di sessi, di ogni limite. Come una qualsiasi Boldrini o un Mattarella, coi quali Bergoglio forma il Trio Accoglienza.

Vuol trasformare l’Italia in un corridoio umanitario e l’Europa in un grande centro di accoglienza, tuona contro i muri altrui e dimentica di vivere nel sicuro recinto dalle Mura Vaticane…

Riconosco al papa due meriti. Il primo, di mostrare a volte una fede ingenua, parrocchiale, casereccia, che gli fa evocare la presenza di Gesù, della Madonna e anche del Diavolo nella vita quotidiana, come si faceva da noi una volta. Una fede domestica, un po’ naive e vintage.

Bergoglio viene da un mondo che non è vecchio come il nostro, corroso dal nichilismo e dal cinismo.

E poi, altro merito, Bergoglio critica il primato assoluto del mercato e del profitto, condanna l’egoismo del neocapitalismo, a volte sfiorando linguaggi che ricordano Peron più che la teologia della Liberazione. In questo prosegue l’opera dei papi precedenti, come la Sollicitudo Rei Socialis di Papa Woityla.

Per il resto, Francesco sta facendo precipitare la Chiesa cattolica verso un destino sindacale-umanitario, genere Emergency o sant’Egidio, da agenzia per la ristorazione filantropica universale; un ente spiritualmente spento che preferisce dialogare con i progressisti atei piuttosto che con i cattolici non progressisti.

E senza convertire alla fede nessuno. La predilezione per il sociologo Bauman, l’amicizia con Scalfari e la preferenza dichiarata per il quotidiano la Repubblica ne sono testimonianze ulteriori. O il fatto che davanti a tanti massacri e persecuzioni di cristiani taccia o decida di adottare in Vaticano un gruppo di islamici, la dice lunga sulle sue priorità.

O ancora, presentarsi come il papa del sorriso, dialogante con tutti e indulgente verso chi sbaglia, e poi far fuori chiunque nelle gerarchie ecclesiastiche non sia dalla sua parte o sia ritenuto conservatore, dimostra la sua doppia faccia.

Per non dire poi del suo assordante silenzio su temi che riguardano la vita e la morte, gli aborti e le mutazioni transgeniche, la propaganda gender, le coppie gay e le adozioni omosessuali, gli uteri in affitto e le fecondazioni artificiali, la nascita e la famiglia, che furono punti cruciali nel papato di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI.

Anche davanti a episodi clamorosi, sentenze assurde o manifestazioni popolari in difesa della famiglia e delle nascite, Bergoglio tace; ma è pronto invece a intervenire quando si tratta di questioni sindacali o controversie umanitarie, ecologiche, pacifiste, senza risparmiare la demagogia e il facile moralismo.

Un papa dei migranti, un papa formato import-export, un papa-portiere alla reception dell’Albergo Italia. Bergoglio è ancora mentalmente rimasto al suo primo viaggio pastorale, a Lampedusa. Non si accorge che, tra denatalità e flussi migratori, si sta spegnendo la civiltà cristiana.

Ma soprattutto su una questione il metodo Bergoglio si rivela inadeguato: non sta avvicinando o riavvicinando alla chiesa nuovi o antichi fedeli, non sta risvegliando le vocazioni e l’assiduità nel frequentare la messa. La scristianizzazione procede, le chiese restano deserte, i dati lo confermano in modo drammatico.

Lui suscita simpatia personale e mediatica, soprattutto tra i non credenti; ma il tifo del Bergoglio fan-club non si traduce in fede.

Quando fu eletto Papa, noi sperammo che dopo un Papa teologo, intellettuale tedesco, lontano dal popolo dei credenti e vicino alle tempeste teologiche e filosofiche dell’Europa in crisi, arrivasse un papa più pastore, più comunicatore, meno legato alla crisi europea, venuto da altri mondi più giovani e lontani, meno pervasi dalla disperazione.

Il pastore argentino, che già si presentava con l’astuta mossa di chiamarsi Francesco, sembrava poter rispondere a questo bisogno di ricominciare daccapo. Solo un gesuita avrebbe potuto farsi chiamare Francesco, un francescano non avrebbe mai osato tanto.

Ma questo Papa ben presto dimostrò di non avere grazia e lume nell’agire, nel muoversi, nel dichiarare; mostrò di non sopportare la tradizione, il rito, la liturgia, di rifiutare il sacro e di ridurre il santo a rivolta umanitaria. E l’esaltazione recente di don Milani e don Mazzolari ne sono la conferma.

Senza considerare quel filo di gigioneria, di piacioneria, che lo caratterizza.

Poi quei presagi nefasti, i due papi vestiti di bianco, lui che vive praticamente in albergo, la colomba dilaniata davanti ai suoi occhi, le brutte storie vaticane che riprendono a fioccare…

È come se un’energia spirituale si stesse spegnendo, e due papi insieme si annullassero a vicenda. Il papa emerito e il papa demerito…

Da: QUI

Scritto da Gregorio

NEWS PRINCIPALI
Come riconoscere i mille volti dell'ipocrisia
Come riconoscere i mille volti dell'ipocrisia
(Firenze)
-

Per introdurre il concetto di falsità mi sono spirata a una bellissima citazione di Luigi Pirandeloo “Imparerai a tue spese che nel lungo tragitto della vita incontrerai tante maschere e pochi volti”
Per introdurre il concetto di falsità mi sono spirata a una bellissima citazione...

Quanto PIL viene prodotto in Italia dagli immigrati?
Quanto PIL viene prodotto in Italia dagli immigrati?
(Firenze)
-

Per il ministero dell’Economia nel 2018 la gestione dei migranti ci costerà 4,6 miliardi, l’Europa ne mette 80 milioni, ma ci “permette” di non contabilizzare le cifre nel deficit.
Per il ministero dell’Economia nel 2018 la gestione dei migranti ci costerà 4,6...

Il 70 per cento degli italiani e' analfabeta (LEGGONO, MA NON CAPISCONO)
Il 70 per cento degli italiani e' analfabeta (LEGGONO, MA NON CAPISCONO)
(Firenze)
-

Non è affatto un titolo sparato, per impressionare; anzi, è un titolo riduttivo rispetto alla realtà, che avvicina la cifra autentica all'80 per cento
Non è affatto un titolo sparato, per impressionare; anzi, è un titolo riduttivo...

Aumenti stipendi? ITALIA PEGGIORE IN EUROPA
Aumenti stipendi? ITALIA PEGGIORE IN EUROPA
(Firenze)
-

L’Italia non va al massimo, come un popolare ritornello di una canzone del rocker Vasco Rossi. Dal 1999 al 2017, nel nostro Paese gli stipendi degli italiani sono aumentati dell’1,6 per cento.
L’Italia non va al massimo, come un popolare ritornello di una canzone del...

Privatizzazioni: chi ha SVENDUTO e ROVINATO la nostra economia
Privatizzazioni: chi ha SVENDUTO e ROVINATO la nostra economia
(Firenze)
-

Perché le privatizzazioni hanno rovinato la nostra economia? Perché si fanno? Quale funzione hanno? Occorre prima comprendere le ragioni del declino industriale italiano per potervi porre rimedio.
Perché le privatizzazioni hanno rovinato la nostra economia? Perché si fanno?...



Italia Blog | Contatti | Sitemap articoli

2013 Italia Blog - Tutti i diritti riservati