Assassin's creed Odyssey: guida

(Bari)ore 19:06:00 del 09/10/2018 - Tipologia: , Videogames

Assassin's creed Odyssey: guida

La prima musa alla quale gli sviluppatori si sono rivolti è stata di certo Clio, la dea della Storia..

 

 

Ogni grande poema epico inizia con l'invocazione alle Muse, dee dell'arte e fonte di ispirazione, affinché guidino i poeti nella composizione di un'opera il cui canto possa riecheggiare nei secoli, navigando tra i venti del tempo. Gli autori in forze presso Ubisoft, uomini di multiforme ingegno, devono aver rivolto le loro preghiere ed i loro sacrifici proprio a simili, bellissime, divinità per realizzare Assassin's Creed: Odyssey. Questo nuovo capitolo è infatti un crogiolo di suggestioni artistiche e leggendarie, un'avventura che - al di là di una splendida componente audiovisiva - mescola al suo interno differenti soluzioni ludiche, fino a tramutarsi in un vero e proprio gioco di ruolo.

Tutti i semi ruolistici che erano stati piantati in Origins cominciano quindi a germogliare, traghettando l'epopea degli Assassini verso le coste di un nuovo genere. Dall'action-adventure al GDR di stampo occidentale, però, la traversata è lunga, e la nave di Ubisoft ha incontrato tra le onde qualche piccola difficoltà. Barcamenandosi tra i flutti di una saga "mitica" e decennale, Odyssey di tanto in tanto smarrisce la sua rotta narrativa, ma riesce comunque ad adempiere l'obiettivo principale della sua missione: dare alla serie un nuovo volto, raccontando ai posteri un'odissea che non dimenticheranno.

Musa, di quella donna di multiforme ingegno dimmi...

La prima musa alla quale gli sviluppatori si sono rivolti è stata di certo Clio, la dea della Storia. Solo che lei sembra non aver risposto benevolmente alla preghiera. Il racconto è uno degli aspetti su cui Ubisoft ha puntato gran parte delle sue dracme: la libertà di scelta, del resto, è la colonna portante di un'intelaiatura narrativa che introduce nella serie la facoltà di mutare l'andamento della vicenda. Sin dall'inizio dell'avventura, gli utenti potranno decidere se impersonare Kassandra o Alexios, due varianti del medesimo protagonista, le quali comporteranno lievi differenze durante i dialoghi, senza però cambiare lo svolgimento del canovaccio.

Tra i due, è Kassandra il personaggio interpretato come "canonico" dal team: lei, l'ombra dell'aquila, una misthios (mercenaria) mossa soltanto dal desiderio di denaro e vendetta. Reduce da un passato alquanto turbolento, questa bella e carismatica guerriera di origini spartane partirà per un lunghissimo viaggio alla scoperta della sua natura, ed alla ricerca della famiglia che credeva perduta. Nel corso delle sue lunghe peregrinazioni tra le vaste lande dell'Antica Grecia, si troverà nel bel mezzo di una guerra tra le fazioni Ateniesi e Spartane.

Odyssey si ambienta infatti nel 431 a.C., quando la Guerra del Peloponneso comincia a mietere le sue prime vittime per terra e per mare. Kassandra verrà così suo malgrado travolta dalle correnti della Storia, dialogherà con i più grandi pensatori dell'epoca come Erodoto, Socrate ed Ippocrate, e parteciperà agli eventi ed alle battaglie che segneranno per sempre il futuro della civiltà occidentale

Nel costruire un universo di proporzioni ciclopiche, però, Ubisoft dimentica di affilare la penna, imbastendo una sceneggiatura più debole di quella di Origins. I dialoghi a scelta multipla sono esemplificativi di una specifica corrente di pensiero: le opzioni durante le conversazioni servono più che altro ad approfondire determinati aspetti dei protagonisti e dei comprimari, arricchendo il tessuto narrativo ma rallentando la sua evoluzione. Ubisoft ha quindi scelto di concentrarsi sulla costruzione di un microcosmo ricchissimo di personalità, tutte ben delineate, ma ha lasciato in disparte la stesura di una trama davvero soddisfacente. In alcuni frangenti, il racconto conosce bruschi inciampi, momenti troppo diluiti ed antagonisti poco rifiniti, diminuendo così il coinvolgimento del giocatore nei confronti di Kassandra e del suo destino. Il sistema di scelte morali, d'altro canto, pur con qualche riserva, sa regalare discrete sorprese: la capacità di modificare in parte sia il prosieguo della main quest, sia qualche missione secondaria, sia le relazioni con gli NPC, sia i finali dell'avventura (si contano 9 possibilità alternative, ma non altrettanti esiti radicalmente differenti) riesce comunque a catturare quanto basta l'attenzione dell'utente. Più che dalla vicenda primaria, insomma, è assai probabile che ci faremo irretire dalla scoperta di un mondo di sconfinata vastità, dove si annidano segreti legati non solo alle leggende greche, ma anche a quelle della saga degli Assassini.

Ultima questione: perché ambientare il gioco in un periodo storico in cui gli Assassini e i Templari ancora non esistevano? La risposta qui è abbastanza chiara: per scoprire i segreti dei Frutti dell'Eden e della Prima Civilizzazione, legati a doppio filo al mondo greco. Quello che ci ha onestamente sorpreso è stato trovarci di fronte a un prodotto tutt'altro che abbozzato dal punto di vista narrativo: al netto di una direzione non ancora al livello delle migliori produzioni videoludiche, che purtroppo gestisce spesso male sequenze che avrebbero giovato di tempi e modi differenti, la storia di Odyssey non è un semplice espediente per giustificare l'ambientazione, ma una vicenda coinvolgente, dai tratti viscerali, piena di umane contraddizioni (avete presente il fatto di poter combattere indifferentemente per Sparta o Atene?) e di ottime caratterizzazioni.

Assassin's Creed Odyssey è il primo capitolo della serie che consente di scegliere se affrontare l'avventura con un protagonista maschile o femminile. Dopo aver optato per l'opzione canonica, Kassandra, ne abbiamo plasmato il carattere attraverso una serie di scelte anche importanti, ritraendola come una combattente straordinaria ma leale, fieramente omosessuale, che non rifugge le emozioni ma anzi se ne lascia spesso trasportare e applica questa filosofia anche all'ingrato mestiere di mercenaria ("mysthios"). Il suo è un passato inquietante: nata e cresciuta a Sparta, appena ragazzina è sopravvissuta per miracolo quando suo padre l'ha gettata da una montagna, rea di aver cercato di salvare il fratellino ancora in fasce dalla condanna di un oracolo. Portando con sé un'importante reliquia di famiglia, la leggendaria lancia di Leonida, Kassandra è riuscita a raggiungere l'isola greca di Cefalonia e lì è stata accolta da Marco, una sorta di piccolo imprenditore molto bravo a cacciarsi nei guai.

All'inizio del gioco facciamo la conoscenza della protagonista e di alcuni personaggi di contorno (lo stesso Marco, la piccola trovatella Phoebe), venendo progressivamente coinvolti in una catena di eventi che ci condurrà a partire a bordo di una nave tutta nostra, l'Adrestia, per portare a termine la missione commissionataci da un misterioso magnate greco. La faccenda assume ben presto i contorni di una questione di famiglia per Kassandra, ma non è il caso di rivelare ulteriori dettagli: al netto di qualche risvolto non propriamente brillante, specie verso la fine della storyline principale, la trama di Assassin's Creed Odyssey ci è piaciuta: gli autori hanno utilizzato in maniera intelligente il "lore", la mitologia greca e le rivelazioni riguardanti gli Isu per costruire una vicenda che scorre in maniera coerente, senza particolari acuti ma al contempo priva delle falle a cui la serie ci aveva abituati.

Una componente narrativa migliore o peggiore rispetto ad Assassin's Creed: Origins? La questione è molto soggettiva: la saga di Bayek era improntata sulla vendetta e sul sacrificio, supportata da atmosfere che questo nuovo capitolo non riesce a replicare, forse anche per via di una personalità artistica meno marcata. Certo, chi è ansioso di arrivare subito al punto dovrà fare i conti con una struttura che di fatto impedisce di procedere dritto per dritto, rendendo fondamentale il completamento di alcune quest secondarie nell'ottica di macro missioni parallele, ognuna dotata di una propria conclusione. Assassin's Creed Odyssey richiede oltre quaranta ore di gioco solo per arrivare alla fine della storyline principale, ricorre nativamente al sistema di auto livellamento dei nemici che Origins aveva introdotto con un aggiornamento (evitando dunque che alcune missioni iniziali, affrontate successivamente, si rivelino troppo facili) e, in generale, può tenervi compagnia per un mese o più, a seconda di quanto tempo vorrete dedicargli.

 

 

 

Scritto da Gerardo

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