GORIZIA ore 17:38:00 del 27/02/2015 - Tipologia: Curiosità, Denunce, Esteri

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Per la Siria erano però partite solo le due giovani ragazze, forti a quanto pare di contatti locali e desiderose di poter portare personalmente gli aiuti ai loro amici ribelli. Tra il 31 Luglio e il 1 Agosto, l’improvviso rapimento. Anche se non ne è ancora del tutto chiara la dinamica, quello che è certo è che il fuoco è del tutto amico. Non il cattivo Assad né i suoi pretoriani, ma gli alleati dei loro referenti in Siria, quei ribelli che, nella fantasia di Greta, Vanessa e molti altri, avrebbero dovuto consegnare alla Siria un democratico e illuminato destino. Eccole quindi comparire oggi, in un video girato forse il 17 Dicembre, vestite con una lunga tunica nera (abaya) in un video diffuso su youtube.

E’ Greta a parlare, mentre Vanessa porta al collo un cartello con la data del 17 Dicembre “Supplichiamo il nostro governo e i suoi mediatori di riportarci a casa prima di Natale. Siamo in estremo pericolo e potremmo essere uccise. Il governo e i suoi mediatori sono responsabili delle nostre vite”. Le ragazze appaiono stanche e provate, e, come accaduto per altri video di prigionieri, le frasi pronunciate sono probabilmente suggerite dai loro carcerieri. Secondo Andrea Margelletti, presidente del Centro Studi Internazionali, “le ragazze sarebbero in mano ad Al Qaeda e non all’Is”, e questo – bontà sua – sarebbe un bene. Sempre che sia così, esiste davvero una classifica di preferibilità tra i tagliagole integralisti foraggiati da parte dell’Occidente e che hanno seminato terrore e morte in parte della Siria e del mondo arabo? Era questa, Greta e Vanessa, la Siria libera e progressista che anelavate?

Erano partite a luglio per la Siria, nel quadro di una missione per la onlus creata da loro stesse, Horryaty, che aveva la finalità di portare assistenza medica nelle zone controllate dai ribelli in Siria. Il colpo di fulmine di Greta e Vanessa per la causa anti-assadista era scoppiato, a quanto raccontano i familiari, nel corso di una Manifestazione pro-ribelli in Italia. Da lì la conoscenza col loro socio in “umanitarismo”, Roberto Andervill, 46nne laureato all’università della vita, come dichiara nel suo profilo Facebook, con una passione per le primavere arabe e presidente della stessa Horryaty.

Scritto da Gerardo

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